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Ente nazionale cinofili italiani Unità cinofile italiane da soccorso
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Dalla rivista dell'E.N.C.I. "I NOSTRI CANI"
A colloquio con i responsabili nazionali delle Unità Cinofile Italiane da Soccorso

Uomini e cani della pietà
Passione e volontariato sono alla base di un impegno meraviglioso al servizio della gente.
DI LUCA MEI


NeI 1976. in occasione del terremoto in Friuli e nel 1980, per quello in Irpinia, Unità Cinofile da valanga, in seguito all'emergenza determinatasi, prestarono la loro opera di soccorso per il ritrovamento dei superstiti. Il momento era particolare e furono impiegati tutti i mezzi di cui si poteva disporre. Ma fu evidente la necessità di operare, in circostanze simili, in maniera più mirata, specializzata, perché gli interventi fossero maggiormente efficaci. Fu così che, nel 1988, Pino Gallotti (fondatore del G.C.V.P.C. I LUPI), Mario Paglia, ingegnere dei Dipartimento della Protezione Civile, e Bruno Piccinelli (attuale presidente dell'U.C.I.S.), sulla scorta di queste esperienze, promossero e attuarono la costituzione delle Unità Cinofile Italiane da Soccorso, un organismo che, con scopi umanitari, aggregasse e coordinasse buona parte dei Gruppi e delle Associazioni Cinofile da Soccorso esistenti nel nostro Paese e che avesse finalità di formazione e informazione in questo settore ponendosi al servizio di quanti vi operavano e come intermediario tra questi e le Istituzioni, gli Enti o i Privati che intendevano avvalersi del loro intervento per la ricerca di persone scomparse o di superstiti in caso di calamità.
Nel 1986, inoltre un'ordinanza del Ministero degli Interni, ancora su indicazione di chi già praticava la cinofilia da soccorso, aveva stabilito un Regolamento, tuttora in vigore, per gli esami di abilitazione delle Unità Cinofile da Soccorso, suddivisi in una fase attitudinale e una operativa.
L'U.C.I.S. - le Unità Cinofile Italiane da Soccorso, appunto - Socio collettivo dell'E.N.C.I., opera esclusivamente su base volontaria e, nei dodici anni trascorsi dalla sua costituzione ha compiuto passi da gigante in fatto di tecniche di addestramento e di intervento operativo. Questo perché si è avvalso, e ancora si avvale, dell'esperienza che ciascun Gruppo o Associazione Cinofila da Soccorso affiliata o straniera può mettere a disposizione: è, infatti, attiva la collaborazione con Unità Cinofile francesi. svizzere e slovene, solo per citarne alcune.
Il soccorso prestato dall'U.C.I.S. si svolge il livello internazionale e nazionale con il Dipartimento della Protezione Civile, nel cui Comitato di Volontariato è iscritto, proponendosi come uno dei bacini principali da cui attingere uomini e cani con una preparazione specifica per intervenire nelle emergenze; a livello più circoscritto con le Istituzioni locali in tutte quelle situazioni particolarmente critiche in cui è comunque necessario un tempestivo intervento. Per questo ogni momento può contare su una struttura capillare.
L'Assemblea di tutti i Soci elegge un Consiglio Direttivo di sette membri che elegge a sua volta il Presidente - Bruno Piccinelli recentemente nominato anche componente effettivo del gruppo di lavoro per l'elaborazione delle sull'impiego del volontariato cinofilo nelle attività di protezione civile - e un Comitato Tecnico che si occupa delle diverse specializzazioni in cui si articola l'attività addestrativa e operativa: ricerca di persone sepolte sotto le macerie, ricerca di persone disperse in superficie, ricerca di persone sepolte sotto la neve e salvataggio di persone in acqua; una Segreteria nazionale, inoltre, funge da punto di riferimento e di coordinamento tra tutti gli organi e il Dipartimento della Protezione Civile e le Istituzioni locali, e con il Consiglio Direttivo e un membro del Comitato Tecnico costituisce anche una Unità di crisi. Oggi all'U.C.I.S. sono affiliati 54 Gruppi e Associazioni Cinofile da Soccorso per un totale di 734 Unità Cinofile volontarie su tutto il territorio nazionale italiano.
Chiunque possieda un cane, ed evidentemente forti spinte solidaristiche, può diventare, dopo un adeguato periodo di addestramento e l'esame attitudinale ed operativo, una Unità Cinofila da Soccorso volontaria.
Le specializzazioni attraverso cui oggi operano le Unità Cinofile Italiane da Soccorso sono quattro.
La destinazione dipende dalle peculiarità morfologiche e caratteriali di ciascuna razza. Come concordano Albino Tomaselli, Segretario Nazionale U.C.I.S., Carlo Quarenghi, Alfredo Gottardello, Capi Istruttori, e Cristina Fagnoni, Istruttrice, "non è possibile identificare una razza piuttosto che un'altra come la più indicata per il soccorso, ma 1'uomo e il cane devono avere un buon equilibrio psico-fisico e appare fondamentale una spiccata socialità e predisposizione verso gli altri; per questo, non si disdegna l'impiego anche di meticci.
I metodi di addestramento sono diversi perché saranno molto diverse le situazioni e le condizioni in cui le Unità Cinofile da Soccorso opereranno. Ma, spiegano ancora gli istruttori, " in ogni tipo di addestramento e di impiego si cerca di amplificare al massimo l'inclinazione naturale del cane a cercare spinto da un istinto alla sopravvivenza".
Nella ricerca di persone sepolte sotto le macerie in seguito a catastrofi naturali, terremoti. frane, esplosioni, crolli, il soccorso avviene secondo un perfetto lavoro di équipe tra uomo e cane affidando al fiuto e all'abbaio di quest'ultimo il ritrovamento e la segnalazione dei superstiti. Poiché la vita dei sepolti è sempre legata ad un filo le Unità Cinofile devono essere tra i primi volontari a sopraggiungere sul luogo di intervento e per questo l'U.C.I.S. è perfettamente autonomo e in grado di autogestirsi.
La ricerca di persone disperse in superficie richiede e impegna un sempre maggior numero di Unità Cinofile giacché di anno in anno sono sempre di più le richieste di intervento di questo tipo. L'addestramento prepara i cani ad essere in grado di operare su qualsiasi tipo di terreno, dove necessario anche di notte, e segnalare il ritrovamento non soltanto abbaiando ma anche guidando i conduttori e i soccorritori fino al disperso. Avviene secondo due metodi distinti. Quello tedesco, o Most, dal nome del suo ideatore, in cui il cane è istruito per una ricerca generica e tocca invece al conduttore valutare, in base a indizi che gli sono forniti. se la persona ritrovata è il disperso o meno. Quello americano o Whitney, ancora dal nome del suo ideatore, invece, si differenzia dal precedente perché il cane è addestrato a lavorare con un testimone, ossia un indumento di fibre naturali appartenuto al disperso sul cui odore il cane si basa per intercettare la pista olfattiva che lo condurrà a lui. Gli istruttori specificano che "la differenza tra i due metodi sta nella così detta discriminazione dell'odore e della traccia olfattiva; nel secondo, infatti, il cane è addestrato a seguire soltanto la traccia segnalatagli inizialmente".
Nel soccorso di persone sepolte sotto valanghe solitamente le Unità Cinofile sono calate sul luogo dell'intervento dagli elicotteri; inoltre il cane deve segnalare il ritrovamento raspando delicatamente la superficie nevosa, evitando rumori o movimenti eccessivi che potrebbero provocare altre slavine. Pertanto, a questi momenti è prestata particolare attenzione durante l'addestramento.
Per il salvataggio dei dispersi in acqua, infine, il cane e l'uomo sono assolutamente complementari, aspetto su cui si concentra molta parte della preparazione. In questo tipo di Unità Cinofila, infatti, il conduttore deve avere il brevetto ufficiale di assistente bagnante; per intenderci deve essere un bagnino.
Per ogni specializzazione, l'addestramento dura mediamente due anni: al termine l'Unità Cinofila da soccorso è abilitata mediante un esame attitudinale, svolto da giudici E.N.C.I. da lavoro e utilità, ed uno operativo svolto dai rappresentanti del Dipartimento della Protezione Civile e da un giudice E.N.C.I.; gli esiti sono riportati sul libretto delle qualifiche che l'Ente rilascia.
L'U.C.I.S. da parte sua emette invece un tesserino che attesta gli esami sostenuti dall'Unità Cinofila.
In Italia ci sono attualmente sei Capi Istruttori con il compito di formare gli Istruttori, al momento una ventina, che a loro volta lavoreranno sulle future Unità Cinofile nei rispettivi Gruppi o Associazioni di appartenenza. Le Scuole sono oramai diffuse su tutto il territorio nazionale. Inoltre, poiché il cane è animale abitudinario ma necessità di un costante allenamento per non scordare ciò che impara, periodicamente sono organizzati campi di lavoro. "Questi - sottolineano gli Istruttori - sono appuntamenti di estrema importanza; non soltanto i cani devono mantenersi in esercizio nelle tecniche di soccorso, ma anche i conduttori devono esercitarsi con loro e a operare in situazioni particolarmente difficili; inoltre, sono assolutamente formativi anche da un punto di vista umano e della socialità".
Cosa di cui peraltro non si dubita poiché per fare quello che fanno queste persone è necessaria una spinta interiore e una carica umana non indifferente se si pensa alle condizioni in cui si trovano ad agire e che portare soccorso agli altri in situazioni estreme significa impegnare molte delle proprie energie fisiche ed intellettuali e del proprio tempo alla preparazione che, sebbene avvenga in regime di volontariato, non è mai lasciata al caso, anzi è svolta con professionalità e competenza.
L'U.C.I.S. ha prestato proprio soccorso in molti casi la cui cronaca è nota a tutti. Citandone soltanto alcuni, le sue Unità Cinofile di Soccorso erano in Piemonte durante l'alluvione del 1994. In Umbria e nelle Marche in seguito al terremoto del 1997, a Foggia in occasione del crollo di una palazzina lo scorso anno e per ben due volte in Turchia, ancora lo scorso anno, dopo che un terremoto sconvolse il Paese. Ovunque, dove c'è qualcuno da soccorrere loro ci sono.