CURRICULUM VITAE DEL PROF.
MASSIMO ROSSI

Il prof. Rossi agli scavi di Troia (Turchia), aprile 2010
Cap. I - Homo publicus
Il giorno 6 del mese di febbraio dell'anno 1954, nella cittadina toscana di Orbetello, nasceva il figlio primogenito di Gianfranco Rossi, operaio tipografo ivi trasferitosi per motivi di lavoro da Sinalunga, centro agricolo ed industriale sulle colline senesi; la madre del bambino, Floriana Pozzi, era nativa di Massa Marittima, città maremmana di grandi tradizioni storiche ed artistiche.
All'età di quattro anni, esattamente il 21 febbraio del 1958, Massimo seguì la famiglia nel suo ritorno a Sinalunga, dove il padre, non sentendosi appagato dalla sua condizione di operaio dipendente, aveva deciso di trasferirsi per impiantarvi una nuova attività privata di imprenditore; nacque così una delle aziende più fiorenti e razionalmente condotte dell'intera Valdichiana senese, la "Tipografia Rossi", che ancor oggi, dopo 52 anni dalla sua istituzione, gode di ampio credito ed altrettanta buona fama, sotto la guida dei due fratelli di Massimo, che rispondono al nome di Franco (49 anni) e Fausto (44 anni). Chi avesse necessità di stampati di qualunque genere, o anche per semplice curiosità, ne consulti il sito web all'url www.tipografiarossi.com
GIANFRANCO ROSSI, che ha fondato e diretto magistralmente l'azienda citata sopra per 50 anni, facendo del lavoro assiduo e produttivo il proprio principale scopo di vita, è scomparso il 16 novembre 2009. Il figlio prof. Massimo Rossi, commosso, intende rievocare la figura del padre facendo riferimento ai suoi grandi meriti ed alle cure da lui prodigate verso l'azienda e la famiglia. Questa foto, che lo ritrae sorridente nonostante la malattia che già da tempo l'aveva colpito, fu scattata durante la festa di celebrazione del cinquantennio della tipografia da lui fondata, svoltasi nel febbraio del 2008.

Nonostante le buone prospettive fornite dall'azienda di famiglia, Massimo aveva una diversa vocazione e seguì perciò altra strada. Già all'età di cinque anni, infatti, sapeva correttamente leggere, scrivere e far di conto; già a quell'età, per di più, suo passatempo quotidiano non erano i giocattoli consueti dei bambini, ma i quaderni, i libri e le enciclopedie. Al suo ingresso nella scuola elementare della Pieve di Sinalunga (1° ottobre 1960) la maestra, con grande suo stupore, si accorse degli eccezionali progressi da lui compiuti e richiamò la madre, subito il primo giorno, per informarla di un caso da lei mai riscontrato prima nella sua già pur lunga carriera.
Dopo la scuola dell'obbligo, Massimo prosegue gli studi al Liceo Classico "A.Poliziano" di Montepulciano, lo stesso in cui, dopo gli anni dell'università, tornerà come docente. In quegli anni comincia sorgere in lui la passione per gli studi classici, che coltiva anche in privato anticipando i programmi scolastici: durante l'ultimo anno di corso infatti (1972/73), riprendendo uno spunto fornito dal professore di greco, compie un lavoro analitico sull'Alcesti di Euripide, inedito ma tuttora esistente (v. la sez. Lavori inediti), con commento e lessico della tragedia. Gli studi liceali si concludono nel 1973 ed il relativo diploma viene ottenuto con il massimo dei voti (60/60).
Iscrittosi all'Università degli Studi di Firenze, il nostro entra ben presto in contatto con il gruppo di studiosi aggregati alla cattedra di Letteratura greca, di cui era a quell'epoca titolare il prof. Adelmo Barigazzi (1913-1993). L'attività di ricerca vera e propria, iniziata in quegli anni, porta alla pubblicazione nel 1977 del primo articolo scientifico, riguardante un papiro di Menandro, sulla rivista "Prometheus" fondata nel 1975 dallo stesso Barigazzi e dal suo gruppo di lavoro, al quale anche lo stesso prof. Rossi apparteneva (v. la sez. Le mie pubblicazioni). Il 15 marzo del 1978, il giorno antecedente al rapimento Moro, Massimo si laurea in lettere classiche a pieni voti (110/110 e lode) presso la Facoltà di lettere dell'Università di Siena, in cui si era trasferito per motivi logistici. La tesi di laurea, tuttora inedita ma utilizzata da più studiosi per le loro pubblicazioni, è un'edizione critica (introduzione, testo e commento) della Samia di Menandro (v. la sez. Lavori inediti). Relatore è il prof. Alberto Borgogno, controrelatore il prof. Guido Paduano, grecista di fama internazionale.
Dopo la laurea ed il servizio militare prestato in Aeronautica, Massimo riprende gli amati studi classici e continua a pubblicare saggi e recensioni su importanti riviste italiane e straniere. L'obiettivo professionale è, come ben si può immaginare, l'ingresso nel mondo universitario in qualità di ricercatore o "borsista", come allora si diceva; ma purtroppo, benché non manchino né la volontà, né la preparazione necessaria, né tantomeno i titoli, il nostro resta fuori dall'ambiente accademico. Causa primaria dell'esclusione, al di là della penuria dei posti disponibili e della demagogica volontà dei governi di allora di sistemare nei ruoli i cosiddetti "precari", è l'indole piuttosto fiera di una persona che non accetta compromessi, che non sa piegarsi a fare il portaborse, che non vuole baciare la mano di nessuno, meno che mai quella dei "baroni" cinici e arroganti, veri e propri cardini di un sistema corrotto e clientelare che è purtroppo ancor oggi vivo e operante.
Svanito il sogno universitario, nondimeno prosegue immutato l'interesse primario per la cultura classica e letteraria in genere. Dovendo però, ovviamente, provvedere anche al proprio sostentamento economico, il nostro accetta di lavorare temporaneamente nell'azienda paterna come fotocompositore finché, nel gennaio 1980, viene chiamato dalla Preside del Liceo "Poliziano" di Montepulciano (il suo liceo!) per una supplenza di una settimana nel biennio ginnasiale. Inizia a questo punto il lungo iter dell'insegnamento liceale: dopo alcune supplenze, Massimo ottiene dal Provveditorato di Siena l'incarico annuale per Materie letterarie, latino e greco in tre anni consecutivi (1981/82, 1982/83, 1983/84) e si insedia nella cattedra di latino e greco del triennio sez.A del liceo "Poliziano".
La non invidiabile condizione di docente precario, tollerata per quattro anni, termina nel settembre 1984, quando il nostro è immesso in ruolo per aver vinto il Concorso ordinario a cattedre per la Scuola Media inferiore. Non contento di questa sistemazione, pur onorata ma non corrispondente agli studi ed alle ricerche da lui effettuate, Massimo prepara il Concorso ordinario a cattedre per Latino e Greco, una serie di prove durissime che comprendono anche una traduzione dal greco al latino ( oltre 50 versi di Euripide!) senza neppure poter usare il dizionario italiano-latino. Il lavoro preparatorio è lungo e sfibrante, ma infine coronato da successo: con una buona valutazione dei titoli e delle prove scritte e con un'ottima prova orale (40/40), egli ottiene il nono posto in graduatoria regionale (su circa 300 partecipanti), vincendo il concorso e assicurandosi il ritorno definitivo come titolare ordinario, dal 1° settembre 1985, sulla sua cattedra di Latino e Greco del triennio sez. A del Liceo "Poliziano", ove si trova a tutt'oggi. Nel frattempo, a partire cioè dal matrimonio celebratosi nel gennaio 1983, egli ha eletto la città di Montepulciano come sua residenza stabile e definitiva.
Nonostante gli impegni scolastici sempre crescenti, specie negli ultimi anni, il prof. Massimo Rossi ha sempre continuato a svolgere attività di aggiornamento didattico e di ricerca scientifica: durante il quindicennio 1994/2009, in particolare, ha dato alle stampe ben undici volumi a carattere divulgativo e scolastico, la cui descrizione i lettori potranno trovare nella sezione Le mie pubblicazioni (v.). Tra questi volumi, ben cinque appartengono alla nuovissima vasta storia e antologia della letteratura latina per i Licei e le Università ch'egli ha compilato quasi totalmente da solo, e che ha visto la luce la scorsa primavera 2009 a Napoli, presso l'editore Loffredo, con il titolo di Scientia Litterarum. Per le caratteristiche dell'opera, v. la pagina delle Edizioni scolastiche.
Ha inoltre tenuto conferenze su vari argomenti relativi al suo campo di studi e organizzato anche, nell'ambito del proprio lavoro di professore di liceo, corsi di aggiornamento didattico e multidisciplinare.
Cap. II. Homo privatus
Al di fuori dell'ambito lavorativo il prof. Massimo Rossi conduce un'esistenza piuttosto ritirata, suddivisa tra gli studi e gli impegni di famiglia: come tutti i padri degni di questo nome, infatti, egli dedica le dovute cure all'educazione ed alla crescita dei suoi due figli, Alessandro (nato nel 1988) e Costanza (nata nel 1989), anche se ormai essi sono, per così dire, adulti. Costanza, terminato il Liceo Classico (anche lei al "Poliziano") con ottimi risultati, si è iscritta alla Facoltà di Lettere Classiche dell'Università degli Studi di Firenze, la stessa un tempo frequentata dal padre.
Di lui si potrebbe dire quel che Orazio dice di Mecenate (si parva licet componere magnis), cioè che è persona paucorum hominum, di pochi amici. Questa sua caratteristica non deriva da un carattere scontroso e solitario, bensì da un concetto di amicizia molto elevato e da una visione del mondo diversa da quella comunemente invalsa nella società contemporanea, che identifica il tempo libero con il puro e semplice divertimento materiale; amicizia significa invece comunanza di sentimenti e di interessi, anche e soprattutto culturali, proprio quelli cioè che ben poche persone oggi possiedono ed esercitano, a prescindere dal titolo di studio conseguito.
Il prof. Rossi considera valori importanti e prioritari l'onestà, la sincerità, il senso del dovere ed il rispetto per le opinioni ed il modo di essere altrui; questi egli cerca di trasmettere ai propri figli ed ai propri alunni, anche a costo di apparire una persona di altri tempi. Non sempre il dialogo ed il confronto con gli altri risultano per lui agevoli, a causa soprattutto della sua tendenza a manifestare apertamente il proprio pensiero; è questo un tratto caratteriale che, pur a volte apprezzato, rischia in altri casi di provocare antipatie e risentimenti.
Tra le diverse occupazioni, il lavoro e la famiglia assorbono, come già detto, la maggior parte della sua vita. Nel tempo libero egli ama viaggiare sia in Italia che all'estero; ciò peraltro corrisponde ad un innato desiderio di conoscenza e non significa certamente adesione all'abitudine oggi invalsa di girare per il mondo a scopo di puro divertimento. Gli sono gradite anche le passeggiate all'aria aperta a contatto della natura, in luoghi possibilmente privi di automobili e di largo concorso di persone: il pensiero costruttivo e la concentrazione richiedono infatti silenzio e tranquillità. Di recente, anche per merito del figlio Alessandro, egli ha riscoperto la passione giovanile per la motocicletta, ed ha compiuto, proprio nell'estate di questi ultimi due anni 2008 e 2009, lunghi viaggi ed escursioni in sella alla sua Honda CBF 1000. Cliccare sull'immagine della moto per vederla in grande.
Per gli hobbies e gli altri interessi del nostro si veda lla sezione I miei interessi.
Qualche foto.
Queste foto sono state scattate di recente, nel corso dell'anno 2010. Rappresentano nell'ordine, partendo da sinistra: 1) il figlio primogenito del prof. Rossi, Alessandro (22 anni), che per la chioma fluente di biondi capelli potrebbe essere rassomigliato ad Achille, l'eroe greco più forte e più bello di quanti parteciparono all'assedio di Troia; 2) la figlia Costanza (20 anni) ritratta durante il recente viaggio della famiglia in Turchia di fronte al mare di Marmara a Istanbul, durante le vacanze di Pasqua del 2010; 3) ancora la figlia, di cui si potrebbe dire quel che dice Dante nel 3° canto del Paradiso: "questa è la luce della gran Costanza", che in un solo verso allude sia alla grandezza spirituale che alla bellezza del personaggio; 4) il prof. Rossi a Istanbul, di fronte alla famosa torre di Galata; 5) il gatto di famiglia, una femmina di 11 anni che si chiama Kitty e discende dalla razza dei gatti norvegesi delle foreste, sebbene con qualche incrocio con altre razze. Cliccare sulle miniature per vedere le immagini in grande.
Suono di sottofondo: W.A.Mozart, Oh, wie will ich triumphieren, aria dall'opera Il ratto dal serraglio (file MIDI)