INDICAZIONI DIDATTICHE
Stemma e distintivo del Liceo Classico "A.Poliziano"
Questa sezione del sito intende essere di utilità a tutti quei docenti e studenti che si trovassero a visitare queste pagine. Il prof. Massimo Rossi, titolare del sito, intende dedicare questo spazio Web alla sua ormai pluriennale esperienza didattica di professore di Liceo, affinché possa servire come occasione di confronto e di scambio di idee con altre persone interessate al mondo della scuola.
Qui di seguito si potranno trovare, accanto a osservazioni generali sul metodo di lavoro seguito dal titolare, sui rapporti tra docenti e alunni, sulle problematiche complesse che la realtà scolastica attuale presenta, anche esempi didattici concreti di programmi di previsione e programmi svolti, test d'ingresso, esercizi di storia letteraria, esempi di terza prova d'Esame e quant'altro faccia parte del nostro lavoro quotidiano.
Il prof. Rossi ringrazia fin d'ora tutti coloro che gli scriveranno per esprimere giudizi e critiche sul sito in generale e su questa sezione in particolare. L'invio di un messaggio, al quale seguirà la risposta nel più breve tempo possibile, è molto semplice: basta cliccare sull'icona della mail posta nella frame a sinistra dell'home page. Per porre questioni di carattere didattico o scientifico (quesiti di storia letteraria latina e greca, indicazioni bibliografiche e quant'altro concerne il mondo classico) si può invece utilizzare l'apposita sezione Consulenza.
IL METODO DI LAVORO
1 - CONSIDERAZIONI GENERALI E... STRAVAGANTI.
Il prof. Massimo Rossi insegna latino e greco nel triennio liceale della sez. A del Liceo-Ginnasio "A.Poliziano" di Montepulciano. Scopo essenziale dell'insegnamento delle discipline umanistiche è quello di fornire all'alunno una conoscenza quanto più possibile completa dei fenomeni letterari e culturali dell'antichità classica; ciò permette al giovane di scoprire le autentiche radici della nostra civiltà occidentale e di essere quindi in grado di interpretare meglio la realtà che lo circonda, dato che le fondamenta del pensiero politico, della morale e della cultura moderne hanno la loro più remota origine nel mondo greco ed in quello romano. Lo studio delle lingue antiche ed il lavoro di traduzione che ne consegue, inoltre, consente di ascoltare direttamente e senza intermediario alcuno la voce degli scrittori antichi, apprezzandone la bellezza e la saggezza. Conseguenza non trascurabile di questo esercizio, peraltro, è anche l'acquisizione di una più completa e approfondita conoscenza della lingua italiana, sia parlata che scritta: ed è noto a tutti il principio secondo cui possedere la lingua significa avere una marcia in più nell'affermazione personale e sociale, giacché il codice linguistico rimane ancor oggi prioritario ed insostituibile, nonostante l'avanzata dei linguaggi multimediali e delle nuove tecnologie. In altre parole, per chiarire il concetto, possiamo dire che, per quanto importanti siano internet, l'inglese, l'economia, la dinamica aziendale, la Borsa e compagnia bella, tutto ciò è destinato a restare lettera morta se prima non si possiede e si domina la propria lingua: un giovane che si trovasse in una tale condizione culturale sarebbe simile, per così dire, ad un'automobile dotata di autoradio, airbag, navigatore satellitare e quant'altro, alla quale però il costruttore si fosse dimenticato di fornire il motore.
L'insegnamento del titolare del sito si articola su tre grandi tematiche: 1) la parte linguistica, con la ripresa e l'approfondimento delle basi morfologiche e sintattiche che gli alunni hanno acquisito nel biennio ginnasiale; 2) la storia della letteratura greca e latina; 3) la lettura diretta dei classici in lingua originale. In questo ambito specifico il prof. Rossi, avvalendosi dell'autonomia e della libertà didattica che la legge consente alle scuole e ai docenti, ha personalizzato il programma ministeriale delle letture dei classici, armonizzandolo con quello contemporaneo di storia letteraria.
2 - PROGRAMMI DI MASSIMA
Classe I Liceale - LATINO
Parte linguistica: ripresa e completamento del programma ginnasiale. Frequente e continuo svolgimento di esercizi di traduzione, sia "guidati" che autonomi da parte degli alunni, con puntuale verifica e correzione in classe. Esercizi di traduzione estemporanea senza uso del vocabolario.
Classici: lettura in originale di un'orazione di Cicerone (o un'opera di Sallustio o di Cesare) e di una parte consistente di una commedia di Plauto o di Terenzio.
Storia letteraria: dalle origini all'età di Silla.
Classe I Liceale - GRECO
Parte linguistica: ripasso della morfologia ginnasiale e trattazione dei verbi della coniugazione atematica (i famosi verbi in -mi). Trattazione della parte residua della sintassi. Frequente e continuo svolgimento di esercizi di traduzione, sia in classe che a casa, con puntuale correzione e commento.
Classici: lettura in originale di una semplice opera di prosa (generalmente di Lisia o Senofonte o di Luciano) e di un libro di Omero o parte di esso.
Storia letteraria: dalle origini alla lirica corale del VI° secolo (esclusi Bacchilide e Pindaro).
Classe II Liceale - LATINO
Parte linguistica: continuo esercizio di traduzione personale da parte degli alunni (un brano assegnato ogni settimana) con puntuale correzione in classe e ripasso delle strutture morfosintattiche.
Classici: per la poesia, antologia di Lucrezio (circa 300 versi), di Catullo (ca. 15 componimenti) e di Virgilio (un libro dell'Eneide o parte di esso ); per la prosa, antologia da Cicerone filosofo o da Livio.
Storia letteraria: dall'età di Silla a quella di Augusto compresa (escluso talvolta Livio per ragioni di tempo).
Classe II Liceale - GRECO
Parte linguistica: v. latino.
Classici: lettura metrica, traduzione e commento di una parte di una tragedia di Sofocle o di Euripide; per la prosa, lettura e commento di importanti passi di storici greci (Erodoto, Tucidide, Senofonte, Polibio, Plutarco)
Storia letteraria: il periodo classico (V° e IV° secolo a.C.), escludendo generalmente l'oratoria del IV° secolo per la ristrettezza dei tempi disponibili.
Classe III Liceale - LATINO
Parte linguistica: proseguimento dell'esercizio di traduzione autonoma, con assegnazione di brani settimanali poi corretti in classe. Lo svolgimento di tale attività, comunque, è necessariamente condizionato dalle decisioni ministeriali riguardo all'Esame di Stato: vengono infatti ridotte per ovvi motivi di opportunità, ma non abolite del tutto, le traduzioni di brani in lingua per quanto attiene alla disciplina non oggetto della seconda prova scritta d'esame.
Classici: per la poesia, lettura dell'opera di Orazio (Satire, Odi, Epistole); per la prosa antologia delle opere di Seneca e di Tacito.
Storia letteraria: il periodo imperiale, dalla morte di Augusto all'età degli Antonini. Per motivi di tempo, per la mancanza cioè della possibilità di poter effettuare un'analisi approfondita dei fenomeni relativi, viene generalmente esclusa la letteratura latina cristiana, della quale viene fornita soltanto una presentazione generale.
Classe III Liceale - GRECO
Parte linguistica: v. latino.
Classici: per la poesia, lettura di buona parte di una commedia di Menandro e dei passi più significativi dei poeti ellenistici (Callimaco, Apollonio Rodio, Teocrito); per la prosa, ripresa degli storici greci studiati al 3° anno (Polibio o Plutarco), oppure lettura di un'opera di Platone o di un oratore del IV secolo.
Storia letteraria: dall'oratoria del IV° secolo alla trattazione di tutti i più rilevanti fenomeni del periodo ellenistico e di quello imperiale, fino al cosiddetto "romanzo" greco.
3 - INDICAZIONI METODOLOGICHE
Premessa
Il metodo di lavoro del prof. Rossi, dopo i vari tentativi e gli aggiustamenti effettuati nei primi anni, si è oramai consolidato e procede secondo moduli predefiniti che, sebbene necessitino ovviamente di essere modellati sulla realtà effettuale e sulle caratteristiche specifiche di ciascuna classe, restano invariati nelle linee generali. Ciò non significa ovviamente che l'attività didattica si riduca ad una stanca routine, ché anzi ogni volta l'argomento viene trattato in maniera nuova e vengono pure recepite le novità derivanti dall'aggiornamento didattico e dalla stessa attività scientifica ed editoriale del titolare (v. la sezione Le mie pubblicazioni); vuol dire soltanto che dopo quasi un trentennio di insegnamento il prof. Rossi ha ormai individuato quelli che sono i metodi ed i procedimenti più efficaci e più immediatamente fruibili dagli alunni, la formazione e la crescita culturale ed umana dei quali resta e resterà sempre l'obiettivo fondamentale di ogni azione educativa.
Allo scopo di fornire ai visitatori del sito indicazioni precise e concrete sulla didattica e sul metodo di lavoro da lui seguito effettivamente e quotidianamente nelle classi, il titolare ha ritenuto opportuno riportare qui di seguito la premessa metodologica inserita nella programmazione individuale presentata ogni anno; sono stati eliminati soltanto i riferimenti alle caratteristiche specifiche delle singole classi della sez. A del Liceo-Ginnasio "A.Poliziano", dato il carattere generale che queste osservazioni debbono rivestire in una sede come la presente.
Le linee del metodo didattico del prof. Massimo Rossi
L'obiettivo
primario dell'insegnamento delle lingue classiche è senz'altro quello di
contribuire, con tutte le altre discipline, alla formazione culturale degli
alunni. Tale finalità non può realizzarsi se non attraverso un'opportuna ed
approfondita conoscenza del mondo classico sul piano politico, sociale e
storico-letterario, che però non può e non deve prescindere dallo studio delle
lingue antiche; la loro conoscenza, infatti, è indispensabile per pervenire ad
una corretta ed esauriente interpretazione dei testi, dei quali anche i
programmi ministeriali attualmente in vigore (dal 1980) ribadiscono la centralità.
Per intendere i testi classici, e quindi anche i valori stilistici ed espressivi
che in essi risiedono, è irrinunciabile, da parte degli studenti, il possesso
di quelle conoscenze morfologico-sintattiche senza le quali non è possibile
intendere il messaggio culturale degli autori classici. Questo è il "punctum
dolens" della didattica delle discipline umanistiche nel triennio liceale,
e di qui occorre prendere le mosse per stabilire i criteri metodologici: il
problema che quasi sempre si presenta all'inizio del triennio, infatti, è
quello della scarsa dimestichezza degli alunni con i testi d'autore e quindi con
la sintassi ed il respiro stilistico dei singoli autori; avviene così, nella
maggioranza dei casi, che nell'interpretazione dei brani proposti e nelle
letture dai classici incontrino enormi difficoltà anche coloro che, a livello
tassonomico e normativo, conoscono bene tutte o quasi le "regole"
della grammatica latina e di quella greca. Di conseguenza, il primo compito che
il docente del triennio si trova a dover svolgere è quasi sempre quello di
condurre gli alunni ad intendere il linguaggio degli autori, le particolarità
stilistiche (ad es. l'ellissi del verbo sum,
la polisemia, le strutture ipotattiche più complesse ecc.), più che
quello, pur necessario e doveroso, di completare la trattazione della morfologia
e della sintassi che, a seguito di una sperimentazione introdotta da ormai molti
anni nel nostro Istituto, non viene più trattata dai docenti del biennio
ginnasiale.
In
tutte le classi del triennio, per quanto riguarda lo studio della storia
letteraria, il metodo adottato è simile a quello da me sperimentato ormai da
molti anni: ogni argomento viene affrontato e discusso in classe mediante una
preventiva illustrazione da parte del docente, a cui gli alunni debbono però
partecipare attivamente con interventi ed opportune osservazioni; soltanto
quando saranno state tracciate le linee fondamentali del fenomeno in
discussione, esso verrà affidato alla rielaborazione personale degli alunni. E'
mia ferma intenzione, come del resto è avvenuto anche negli anni precedenti,
fare ricorso a letture critiche alternative rispetto al libro di testo, che
possono approfondire singoli aspetti oppure presentare l'argomento generale
sotto una diversa angolatura, stimolando così negli alunni la formazione di una
coscienza critica autonoma. Altro elemento di notevole importanza, inoltre, è
la lettura sussidiaria di testi in traduzione, da svolgere in classe o anche
personalmente dai singoli allievi, quando per ragioni di tempo non è possibile
compiere questo lavoro nelle ore curriculari. Vivamente consigliata, per i
motivi suesposti, è anche la lettura personale di opere integrali di autori
trattati in sede di storia letteraria; si utilizzeranno, a tal fine, le recenti
edizioni con testo a fronte apparse in molte collane economiche di molte Case
editrici (ad es. la BUR della Rizzoli, gli Oscar Mondadori e così via); ferma
restando infatti l'imprescindibilità dei testi originali in lingua, è mia
opinione che anche la lettura di testi in traduzione conduca ad una conoscenza
dei fenomeni letterari più approfondita rispetto a quella ottenibile con il
semplice studio del manuale in uso.
In
considerazione delle nuove norme sull'esame di Stato è mia intenzione, nella
III liceale, abituare gli alunni, nel corso dell'intero anno scolastico,
al lavoro interdisciplinare ad all'approfondimento di singoli contenuti
concernenti gli Autori o i periodi storici esaminati in sede di storia
letteraria: di conseguenza tutti avranno l'obbligo di effettuare, almeno una
volta al quadrimestre, una serie di letture personali volte ad integrare ed
approfondire quanto svolto nel normale lavoro didattico curriculare, avvalendosi
anche di indicazioni bibliografiche fornite dal docente. Ciò sarà utile, a mio
giudizio, per abituare lo studente
ad organizzare e gestire adeguatamente un proprio piano di studi, anche e
soprattutto in prospettiva del suo prossimo inserimento nell'ambiente
universitario.
Le modalità delle verifiche sono quelle ormai consolidate con l'esperienza dei vari anni precedenti. Le interrogazioni non vengono programmate, a eccezione di quelle sui classici, per evitare il consueto fenomeno della preparazione raccogliticcia, effettuata all'ultimo momento e soltanto da parte dei cosiddetti "volontari"; si procede invece per estrazione a sorte, senza alcun ordine predefinito, allo scopo di indurre tutti gli alunni a prepararsi in ogni occasione. Nelle verifiche programmate sui classici è ammesso lo scambio tra gli studenti purché il numero complessivo delle verifiche per ogni ora di lezione rimanga invariato. Gli studenti debbono essere preparati su tutto il programma corrispondente all'autore o agli autori considerati. La verifica inizia con la lettura (metrica se il testo è poetico) di un passo, che l'alunno deve tradurre avendo a disposizione il solo testo originale (fornito in fotocopie); prosegue poi con domande di grammatica e di storia letteraria. La valutazione tiene conto anche delle letture autonome e facoltative effettuate dagli alunni. Le verifiche quadrimestrali per disciplina avvengono normalmente nei mesi di novembre e gennaio per il I° quadrimestre, nei mesi di marzo e maggio-giugno per il secondo. Durante le verifiche successive alla prima possono essere fatti riferimenti al programma attinente agli argomenti precedenti. All'inizio di ogni anno scolastico, onde evitare che gli studenti si dimentichino i contenuti essenziali svolti in precedenza, viene effettuato un test scritto di storia letteraria con domande attinenti al programma svolto nell'anno scolastico precedente.
N
A
I
compiti scritti di latino e greco vertono ancora, per il momento, sulla
traduzione in italiano di un brano d'autore latino o greco; soltanto in un
secondo tempo, qualora pervengano da parte ministeriale indicazioni più precise
relative allo svolgimento della seconda prova scritta d'esame, si potrà
affiancare alla versione tradizionale la proposizione di un commento, di
un'analisi linguistica, storico-letteraria o altro che sia.
L'esercizio di traduzione, a tal fine, rimane e rimarrà costante in tutte le
classi: a tutti gli alunni, pertanto, vengono assegnati settimanalmente brani di
prosa latina e greca, da tradurre a casa e da correggere poi in classe sotto la
guida del docente; ciò per evitare l'affievolimento delle singole capacità di
analisi dei testi, che purtroppo in molti casi lasciano più o meno a desiderare.
Nel corso dell'anno scolastico, come ormai di norma avviene, vengono effettuati
gli interventi didattici integrativi per gli alunni che hanno un profitto
insufficiente, soprattutto dopo l'analisi delle risultanze degli scrutini del
primo quadrimestre.
Caratteri salienti del metodo didattico del prof. Massimo Rossi sono quindi i seguenti:
- centralità dei testi in lingua originale; ciò tuttavia non esclude, al contrario auspica, la lettura anche in traduzione di opere integrali degli autori studiati in storia letteraria;
- ampliamento dei manuali e dei libri in adozione mediante letture alternative; ciò è molto importante per lo sviluppo nei ragazzi delle capacità di autonomo giudizio, evitando l'apprendimento mnemonico e ripetitivo purtroppo molto diffuso;
- collegamento dei fenomeni letterari e culturali del mondo antico con quelli analoghi della società moderna. Ciò non significa peraltro attualizzazione a tutti i costi, nel senso che deve restare ben chiaro il concetto della giusta collocazione temporale nel contesto storico specifico in cui il fenomeno in questione si è prodotto;
-
Per avere un'idea più precisa delle tipologie di verifica utilizzate dal prof. Massimo Rossi è possibile consultare l'apposita sezione Esempi didattici.
4 - RAPPORTO DOCENTE-ALUNNO
Colui che fu nel mondo classico il più grande teorico della didattica, M.Fabio Quintiliano (35-96 d.C.), soleva dire che "non c'è alunno, per quanto pigro e svogliato che sia, che non tragga dalla scuola un qualche vantaggio". Il prof. Massimo Rossi si è ben volentieri appropriato di questa massima, ed ha profuso tutto l'impegno possibile affinché il profitto di cui parla lo scrittore antico si realizzi nella misura maggiore possibile; per questo il suo lavoro nelle classi è costante ed intenso, e non di rado egli si trova a polemizzare con le altre componenti scolastiche a motivo dei vari progetti ed attività parascolastiche che, pur utili in sé e di gran moda nella visione onnicomprensiva della scuola attuale, sottraggono però alle attività e curriculari un numero di ore e di giorni spesso eccessivo. L'insegnamento, a suo parere, è soprattutto didattica da svolgere in aula, benché siano possibili, e anzi auspicabili, anche modalità diverse di "far lezione", così come l'ausilio dei moderni mezzi multimediali, utili peraltro ma non sostitutivi di quelli tradizionali.
Nel rapporto con i suoi alunni, il nostro si attiene a due principi etici fondamentali: la giustizia ed il rispetto per l'essere altrui. In funzione del primo di essi, la sua azione educativa si svolge in modo da non penalizzare né favorire alcuno, evitando quanto più possibile il formarsi di sensi di vittimismo o di sfiducia nelle proprie potenzialità: anche l'alunno più lento ad apprendere infatti, che ottenga perciò scarsi risultati scolastici, viene comunque invitato ad impegnarsi ed a credere negli obiettivi che intende raggiungere. Il secondo principio comporta il rispetto per la dignità di tutti gli alunni, a nessuno dei quali vengono rinfacciati i propri errori o le proprie mancanze; in caso di disimpegno e di superficialità, tuttavia, il rimprovero è severo, perché è inconcepibile che uno studente non sia disposto a sacrificare neanche una parte del proprio tempo per svolgere i propri compiti scolastici. Sotto questo aspetto il prof. Rossi è inflessibile: mentre è infatti non ricusa di fornire il proprio aiuto e la propria comprensione a chi, pur incontrando difficoltà, è disposto ad impegnarsi, non riesce a scendere a compromessi con chi accampa soltanto dei diritti senza prima voler compiere i propri doveri.
Il rispetto nei confronti degli alunni deve essere contraccambiato da analoga sensibilità da parte di questi ultimi. Il prof. Rossi è noto per non avere familiarità con i propri studenti e per non concedere loro troppa confidenza; egli è infatti convinto che esista comunque una gerarchia all'interno dell'istituzione scolastica e che non debba sussistere tra docenti ed alunni una relazione paritaria, la quale sfocerebbe certamente, da parte di taluni, nell'irriverenza. Il compito del docente consiste essenzialmente nel trasmettere la cultura, senza ch'egli diventi l'"amico" o peggio ancora il confidente dei propri alunni, perché questo è un compito che non gli compete affatto; ciò non significa peraltro disinteresse totale per le problematiche o le situazioni personali, che in qualche misura possono incidere sul rendimento scolastico. La sua esperienza più che trentennale di insegnamento nei licei, inoltre, gli ha fatto comprendere che i docenti più stimati dai ragazzi non sono quelli che si atteggiano a loro coetanei o che vanno in pizzeria assieme a loro, ma quelli che li valutano e li trattano con giustizia ed equità, fornendo loro un esempio di vita prima ancora che nozioni e cognizioni di ordine culturale.
Per quanto attiene alla valutazione, il titolare del sito è convinto ch'essa debba essere trasparente ed oggettiva, senza indulgere ad inutili pietismi che altro non fanno che rovinare la personalità dell'alunno e fornirgli una visione della vita secondo cui tutto è dovuto e dove non vi sono mai ostacoli da superare. Promuovere chi non lo merita e mettere sullo stesso piano chi s'impegna alacremente e chi non lavora affatto costituisce un atto di profonda ingiustizia sia sul piano professionale che su quello sociale: professionale, perché in tal modo lo studente non acquisirà mai la formazione culturale che dovrebbe, visto che ben pochi s'impegnano nello studio quando sanno in anticipo che la promozione è garantita; sociale, perché l'egualitarismo di fondo che risulta da una tal visione della scuola (tutti promossi, con il famigerato "sei politico" ormai di fatto molto diffuso) farà sì che, una volta diplomati e laureati tutti senza che vi sia adeguata distinzione tra attitudini e capacità, avranno libero accesso al mercato del lavoro coloro che già dispongono di mezzi economici e di una potente rete di adesioni e di conoscenze. La scuola di massa ritorna così, mediante l'avvilente egualitarismo della promozione facile, al classismo ed alla sperequazione sociale che la caratterizzava negli anni '50 e '60, prima della "rivoluzione" degli anni '70.
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