EDIZIONI DIVULGATIVE

 

A questo tipo di editoria il prof. Massimo Rossi cominciò a pensare intorno alla metà degli anni '80, dopo l'ingresso definitivo nel mondo della scuola. Per gli studenti liceali che intendano leggere per intero le opere del mondo classico, ma non sono in grado di farlo in lingua originale, questo tipo di pubblicazione costituisce uno strumento indispensabile, la cui indubbia utilità, peraltro, si estende anche a tutte quelle persone di cultura che, pur senza essere specialisti, vogliono entrare in diretto contatto con Omero, Virgilio, Platone, Cicerone, Cesare e via dicendo. L'edizione divulgativa si apre infatti generalmente con un'ampia introduzione, il cui scopo precipuo è quello di guidare il lettore alla comprensione dei caratteri generali dell'opera e del suo valore artistico e storico-letterario; ad essa segue poi la traduzione a fronte del testo, corredata da un commento oppure, più frequentemente, da semplici note esplicative.

In questo tipo di edizioni si debbono evitare i cavilli esegetici e gli eccessivi filologismi cari agli specialisti del mondo accademico, in considerazione del pubblico composito che dovrà fruirne; anche le questioni più complesse, pertanto, debbono essere trattate facendo uso di un linguaggio chiaro e comprensibile, ed è questo un principio di cui il prof. Rossi è stato ed è fermamente convinto, come ben si può verificare leggendo uno qualunque dei suoi libri. Ciò tuttavia non esclude a priori che tali opere possano anche avere un valore scientifico: prova ne è il fatto che in molti saggi introduttivi che corredano edizioni divulgative si possono ritrovare idee originali e novità interpretative di elevato livello.

In Italia esistono molte buone collane di edizioni divulgative, tra cui le più note sono la "BUR" dell'editore Rizzoli, gli "Oscar Scrittori Latini e Greci" della Mondadori ed i "Grandi Libri" della Garzanti. Altre collezioni, forse meno conosciute ma altrettanto pregevoli sul piano culturale sono quelle pubblicate dalle Case Editrici Bompiani, Newton Compton, Marsilio, Mursia, UTET ed altre ancora.

Il prof. Massimo Rossi riuscì a prendere contatto nell'autunno del 1987 con l'Editore Mursia di Milano, il quale, dopo aver esaminato le referenze dell'autore ed averle trovate più che sufficienti per assolvere ad un compito di tal portata, sottoscrisse con lui un contratto per la pubblicazione di un'edizione divulgativa (nella collana GUM) di tutte e cinque le più leggibili commedie di Menandro: Aspis ("Lo scudo"), Dyskolos ("Il misantropo"), Epitrepontes ("L'arbitrato"), Perikeiromene ("La ragazza dai capelli tagliati") e Samia ("La donna di Samo"). Dopo la puntuale consegna del manoscritto nel dicembre 1988, l'Editore propose la sottoscrizione di un nuovo contratto ancora più impegnativo, che prevedeva la traduzione di tutte e sei le commedie superstiti di Terenzio preceduta da un'ampia introduzione e corredata da note sia filologiche che storico-letterarie; la consegna dell'opera era prevista per il dicembre 1992, data che fu rispettata scrupolosamente dal prof. Rossi nonostante l'enorme mole del lavoro da svolgere e gli impegni scolastici e familiari sempre crescenti.

Purtroppo però i contratti editoriali, se obbligano l'autore dell'opera a consegnarla entro una certa data, non stabiliscono una precisa scadenza per l'editore circa la pubblicazione dell'opera stessa; così la direzione della Mursia, venendo meno agli impegni assunti (almeno moralmente) e lasciandosi guidare da pure e semplici ragioni di mercato, rinviava continuamente sine die l'uscita dei volumi, nonostante i numerosi solleciti e richieste inviate dal prof. Rossi, che avrebbe legittimamente voluto vedere premiata la propria pluriennale fatica. Solo nel 1994 l'editore si decise a pubblicare la prima commedia di Menandro, l'Aspis, mentre la prima commedia di Terenzio, l'Andria ("La ragazza di Andros") usciva nel 1996. Nonostante il parere contrario dell'Autore, l'editore confermava la discutibile scelta di pubblicare un volume per ogni commedia, assicurando il nostro che tutto il materiale consegnato sarebbe stato edito in uno o due anni al massimo; ma anche questa promessa, come le altre precedenti, si rivelava del tutto inattendibile. Finalmente nel 1999, dopo l'ennesima protesta del prof. Rossi, la direzione della Mursia gli restituiva i suoi diritti sulle commedie non pubblicate, autorizzandolo ad affidarle ad altro editore; è stata così posta fine a questa lunga e deludente vicenda, che mette in luce un aspetto a dir poco inquietante dell'editoria italiana.

Una storia analoga, anche se per adesso meno eclatante, è quella che riguarda il rapporto del prof. Massimo Rossi con l'editore Rizzoli per la celebre collana "BUR", la collaborazione con la quale, vista la diffusione ed il prestigio che riveste, costituisce un titolo onorifico di particolare importanza. In accordo con il collega Rodolfo Funari, ora ricercatore universitario, egli ottenne nel 1995 un contratto dal direttore editoriale della "BUR" per la compilazione dell'edizione divulgativa dell'Agesilao di Senofonte, un'operetta della quale non esiste attualmente in Italia alcuna traduzione leggibile dal grande pubblico, ma soltanto studi specialistici. Dopo essersi accordati sulla divisione dei rispettivi compiti, i due studiosi consegnarono puntualmente il manoscritto alla fine del 1996, e da quell'epoca è cominciata un'attesa già protrattasi per quasi quattro anni; molto recentemente, tuttavia, l'editore ha comunicato formalmente al prof. Rossi di essersi assunto l'impegno di pubblicare l'opera entro il primo semestre del 2001.

Vengono qui descritte, sintetizzandone fortemente i contenuti, le tre edizioni divulgative compilate dal prof. Rossi, a beneficio di tutti coloro che fossero interessati agli autori ed agli argomenti trattati. Maggiori informazioni si potranno ottenere scrivendo all'indirizzo e-mail indicato nella frame "Indice del sito" a sinistra dell'home page, oppure alla sezione "Consulenza".

 

Menandro, Aspis (Lo scudo), introduzione, traduzione e note di Massimo Rossi, edizione bilingue commentata, Grande Universale Mursia (GUM), Milano 1994, pp. 160, £. 12.000.

Il libro, dedicato ai due figli del prof. Rossi Alessandro e Costanza, si apre con un'ampia introduzione a tutto Menandro, che può considerarsi un saggio autonomo atto a fornire un'interpretazione quanto più possibile completa ed esauriente di questo poeta. La prima sezione, dedicata all'Autore, si suddivide in due capitoli:  1) Menandro: vita e opere,   2) La scomparsa e la resurrezione di Menandro. Se il primo capitolo è quasi esclusivamente biografico, il secondo affronta invece il problema della misteriosa scomparsa del testo di uno degli scrittori più letti e celebrati del mondo classico: conosciute fino al VII secolo d.C., le commedie di Menandro andarono perdute nei secoli del Medioevo e soltanto in epoca relativamente recente (dall'inizio del XX secolo) il poeta è parzialmente risorto dalle sabbie dell'Egitto, il luogo da cui provengono i fogli di papiro ritrovati dagli studiosi moderni. La seconda parte dell'introduzione, volta ad interpretare l'opera dell'Autore, si suddivide nei seguenti capitoli:  1) a commedia greca da Aristofane a Menandro (storia dello sviluppo e dei mutamenti di questo genere letterario);  2) Trama dell'Aspis;   3) I caratteri umani in Menandro (si discute la natura dei personaggi menandrei, la loro psicologia ed i valori morali da essi interpretati);   4) Menandro e la società del suo tempo (sui rapporti dell'Autore con i problemi sociali e politici della sua epoca);   5) Le matrici culturali della commedia menandrea (analisi dell'influsso sulla commedia menandrea di altri generi letterari come la tragedia ed esame delle relazioni intercorrenti tra il teatro e le scuole filosofiche dell'epoca);   6) Valore storico-artistico dell'opera di Menandro. L'introduzione è completata da un'ampia bibliografia e da una nota descrittiva dei due testi papiracei più importanti tra quanti ci hanno restituito parti delle commedie di Menandro, non senza l'indicazione dei particolari accorgimenti che un editore deve adottare allorquando si trova a pubblicare un testo classico riportato da un papiro.

Segue il testo greco e la traduzione dell'opera, nella cui stesura il prof. Rossi ha cercato un sostanziale equilibrio tra la fedeltà all'originale (che è un presupposto irrinunciabile per ogni traduttore) e la necessità di presentare al pubblico un testo italiano chiaro e scorrevole, possibilmente "teatrale", in grado cioè di riprodurre il carattere scenico dell'opera, anche in vista di eventuali rappresentazioni. L'impresa non è agevole, considerata la notevole differenza sintattica e lessicale esistente tra le lingue antiche e quelle moderne, con le quali non è più possibile ricreare la particolare suggestione espressiva che il pubblico antico ricavava dalla cadenza metrica, dalla gestualità, dagli effetti fonici e stilistici che l'Autore riusciva ad ottenere nella propria lingua.

Secondo le volontà dell'editore e le tradizioni della GUM, il libro si chiude con un doppio apparato di note: al testo italiano (di tipo storico e letterario) e al testo greco (di tipo linguistico, retorico, filologico ecc.). Nella loro stesura, come del resto anche nell'Introduzione e nella traduzione, è stato sempre impiegato un linguaggio agevole ed accessibile al vasto pubblico; il successo del libro infatti, con piena soddisfazione di chi l'ha scritto, è stato maggiore all'interno dei Licei e delle Università, dove gli studenti hanno avuto finalmente l'opportunità di conoscere in modo approfondito, ma non viziato da inutili cavilli esegetici ed elucubrazioni accademiche, un poeta che - soprattutto con il tramite dei suoi successori latini Plauto e Terenzio - sta alla base di gran parte della moderna concezione del teatro.

 

 

Terenzio, Andria (La ragazza di Andros), introduzione, traduzione e note di Massimo Rossi, edizione bilingue commentata, Grande Universale Mursia (GUM), Milano 1996, pp. 224,  £. 12.000.

Questo libro segna il passaggio del prof. Massimo Rossi dagli studi di filologia greca, ai quali si era dedicato fino a quel momento, a quelli di filologia latina. A parte comunque la diversa lingua dell'opera esaminata, la struttura del volume è molto simile a quella adottata per la commedia di Menandro ed identico è lo spirito divulgativo che anima gli ideatori ed i collaboratori della collana GUM. L'introduzione è anch'essa onnicomprensiva ma meno corposa di quella dell'Aspis (52 pagine contro quasi 80) e si suddivide nei seguenti capitoli:  1) Le rappresentazioni drammatiche a Roma (necessaria presentazione del teatro romano e della profonda diversità ideologica esistente a questo proposito tra il mondo latino e quello greco);   2) La vita di Terenzio;   3) Il contenuto della commedia (va precisato, per quanto riguarda il titolo dell'opera, che Andros non è il fidanzato bensì il luogo di provenienza della ragazza di cui si parla!);   4) Terenzio e i suoi modelli (puntuale disamina del secolare problema del rapporto di Terenzio con Menandro e dei tratti di originalità che possono ravvisarsi nel poeta latino);   5) Valore storico-artistico dell'opera terenziana (con esame del carattere innovativo del teatro di Terenzio all'interno della società romana per quanto riguarda, ad esempio, il problema dell'educazione e quindi del rapporto generazionale);   6) La fortuna di Terenzio nei secoli (rassegna delle imitazioni e delle riprese moderne delle opere del poeta latino, dall'epoca tardo antica fino al XIX secolo). Completano l'introduzione un'ampia bibliografia ed una nota sui codici medievali che ci hanno restituito il testo di Terenzio.

Il testo latino adottato deriva da quello dell'edizione critica di R.Kauer e W.M.Lindsay, pubblicato nella collezione oxoniense (cioè di Oxford in Inghilterra) nel 1926 e più volte ristampato. La traduzione, agevole ed adatta al lettore moderno anche per una certa tendenza a riprodurre stilemi ed espressioni idiomatiche moderne, è condotta con gli stessi criteri e persegue le stesse finalità di quella dell'Aspis, di sopra illustrata. Le stesse considerazioni valgono anche per il doppio apparato di note, al testo italiano e a quello latino.

Un'importante novità riguardante questo libro sull'Andria di Terenzio è costituita dall'esistenza della sua edizione elettronica, il cosiddetto e-text. Nella primavera del 1999, infatti, il prof. Rossi (che già da tempo navigava in Internet) entrò in contatto con i volontari del cosiddetto "Progetto Manuzio", che prevedeva l'inserimento in rete dei vari testi degli scrittori antichi e moderni; l'iniziativa però, è bene precisarlo per evitare equivoci, prende in considerazione solo libri regolarmente editi e per i quali esista l'espresso consenso di chi detiene i diritti d'autore, ed intende altresì soltanto affiancarsi all'editoria cosiddetta "cartacea", senza volersi affatto sostituire ad essa. Il progetto è illustrato dai suoi realizzatori sul sito www.liberliber.it , al quale occorre collegarsi per consultare on line il volume sull'Andria, che è stato riprodotto integralmente in ogni sua parte. Per raggiungere e scaricare (o leggere on line) direttamente l'opera, digitare l'indirizzo completo (www.liberliber.it/biblioteca/t/terentius/index.htm). 

 

 

Senofonte, Agesilao, introduzione e note di Massimo Rossi, traduzione (con testo a fronte) di Rodolfo Funari, Biblioteca Universale Rizzoli (BUR), Milano. Pubblicazione prevista per un prossimo futuro.

Obiettivo fondamentale della celebre collana "BUR" della Rizzoli, ormai attiva da oltre trent'anni, è quello di mettere a disposizione del grande pubblico i testi di tutti i grandi autori antichi e moderni, abbinando utilmente ad una curatela rigorosa e qualitativamente elevata l'indubbio vantaggio di un prezzo moderato e quindi accessibile. Per quanto riguarda gli scrittori del mondo classico, questa collana a carattere divulgativo è l'unica del suo genere in Italia che abbia carattere di completezza, che sia cioè in grado di accogliere anche i testi degli autori cosiddetti "minori" e le opere meno note dei "maggiori"; nel nostro caso, infatti, benché Senofonte sia autore indubbiamente ben conosciuto da tutti i grecisti per opere come l'Anabasi o le Storie Elleniche, non altrettanto può dirsi per l'Agesilao, uno scritto biografico ed insieme encomiastico dedicato al re di Sparta vissuto nella prima metà del IV° secolo a.C.  L'operetta, di breve estensione e di non elevatissimo livello stilistico, è tuttavia importante perché rappresenta una delle prime attestazioni del genere biografico nella Grecia antica, un genere a cui si dedicheranno successivamente scrittori di indiscussa fama e di notevole spessore artistico e letterario, tra i quali spicca in primis la grande figura di Plutarco.

Il libro dei proff. Rossi e Funari rappresenta per l'editoria italiana un'assoluta novità, in quanto non esistono a tutt'oggi edizioni divulgative dell'Agesilao che siano accessibili ad un pubblico non specialista; esso è però rilevante anche sul piano scientifico, dato che anche in ambito accademico sono ben pochi in Italia gli studi dedicati all'operetta di Senofonte, mentre è disponibile una sola edizione critica con traduzione a cura di E.Luppino Manes (Milano, Jaca Book, 1992). Per questo motivo il saggio introduttivo del prof. Rossi ha tenuto presenti tutte le pubblicazioni e gli studi in lingua inglese, francese e tedesca usciti sull'argomento nell'arco dell'intero XX° secolo, con l'obiettivo di pervenire ad un'interpretazione complessiva del valore storico-letterario dello scritto senofonteo alla luce soprattutto del forte travaglio ideologico che l'Autore visse nel proprio tempo, quando tutte le antiche certezze e gli antichi valori furono messi in crisi dalla lenta agonia della polis, l'istituzione politica più rappresentativa della Grecia classica. L'Agesilao va quindi interpretato anzitutto come una testimonianza storica del profondo disagio che afflisse gli intellettuali greci del IV° secolo a.C., in bilico fra l'ingenuo tentativo di mantenere ataviche tradizioni e la necessità di un profondo rinnovamento delle concezioni sociali, politiche ed anche economiche. A questo va ovviamente aggiunta la rilevanza letteraria dell'opera, continuatrice nella forma prosaica di un antico genere poetico (l'encomio) e anticipatrice al tempo stesso di un genere del tutto innovativo (la biografia).

Il testo greco dell'opera, tratto da quello della collezione oxoniense (cioè le edizioni critiche pubblicate ad Oxford), è accompagnato dalla bella ed agevole traduzione italiana di Rodolfo Funari. A piè di pagina trovano poi collocazione le note esplicative a cura del prof. Rossi, che riguardano i molteplici aspetti letterari, storici e filosofici caratteristici dell'Agesilao.

 

 

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