EDIZIONI SCOLASTICHE
Vedi, in fondo alla pagina, la presentazione del nuovo manuale di Storia della Letteratura Latina del prof. Massimo Rossi, intitolato Scientia Litterarum
A partire dai primi anni '90, in conseguenza della ormai lunga pratica di insegnamento, il prof. Massimo Rossi cominciò a pensare alla possibilità di rivolgere la propria attenzione all'editoria scolastica, mediante la compilazione di alcuni libri di testo che potessero utilmente contribuire alla formazione ed all'educazione dei giovani. E' stata ed è infatti sua ferma convinzione che, per questo specifico genere di editoria, siano più adatti i professori di Liceo, che ben conoscono gli alunni e sanno quale siano il linguaggio ed i contenuti più adatti a loro, che non i docenti universitari, quasi sempre dediti a studi specialistici e completamente estranei al mondo della scuola. Per dare esecuzione ai suoi progetti, egli prese contatto con la prestigiosa Casa Editrice Signorelli, che da oltre mezzo secolo è all'avanguardia per quanto attiene alla produzione di classici latini e greci commentati per le scuole. A partire dal 1994 l'editore Mondadori, nuovo proprietario della Signorelli, concepì un ambizioso progetto di rinnovo totale della collana dei classici commentati, che avrebbe dovuto avere una veste editoriale più consona ai nuovi tempi, ampie introduzioni e sezioni di approfondimento non previste nella vecchia collana, oltre ad un commento completo ed esaustivo, adatto cioè alle nuove esigenze di docenti e studenti della scuola attuale. Nacque così la collana dei "Nuovi Classici Signorelli", una serie di volumi che uniscono all'alto valore scientifico e filologico anche un'impostazione didattica ed un linguaggio pienamente accessibile, tanto da essere proficuamente utilizzabili sia dagli studenti universitari che dai ragazzi dei licei. Nella fase operativa del progetto, che prese forma compiuta nel 1995, il prof. Rossi fu subito chiamato dall'Editore a fare parte del gruppo fondatore e gli fu affidata la curatela di un'opera complessa e impegnativa come l'Aulularia di Plauto, della quale si attendeva ancora un commento agile e al tempo stesso filologicamente elevato. A quel primo contributo, uscito nel 1996, se ne sono poi affiancati altri due: il commento al libro IV dell'Eneide virgiliana, splendido ed attuale per la tragicità dei personaggi e l'intenso sentimento che lo pervade, e quello al De officiis di Cicerone. Qui di seguito vengono recensite le tre opere mediante una breve scheda informativa.
Plauto, Aulularia, a cura di Massimo Rossi, Carlo Signorelli Editore, Milano (Elemond Editori Associati) 1996, pagg. 200, £ 16.000.
In conformità ai criteri compositivi indicati dall'Editore, l'introduzione ha la funzione precipua di presentare l'Autore e l'opera, soffermandosi in particolare sulla particolare natura del genere letterario, sulla cornice narrativa dell'opera e sulla specificità dei personaggi: questi ultimi, infatti, benché mutuati dal modello greco di Plauto, vivono ciascuno una loro realtà individuale e vengono plasmati in modo che ne risaltino quanto più possibile i caratteri comici ed esilaranti. Il commento, completo in ogni sua parte, comprende anche la traduzione integrale di tutte le unità narrative in cui è suddivisa commedia plautina, secondo una scelta editoriale che, sebbene non condivisa da tutti, è oggi adottata dalla quasi totalità delle edizioni destinate alla scuola; ad essa si affianca un'analisi completa dello stile e dell'apparato retorico, che è la base fondamentale sulla quale si fonda la travolgente comicità dell'opera di Plauto, che è stato giustamente definito - proprio per la geniale utilizzazione dei mezzi espressivi a fini comici - un autentico "mago della lingua latina". Al commento si affiancano alcune schede esplicative dette "finestre" in gergo editoriali, le quali hanno il compito di puntualizzare alcuni problemi di rilievo presenti nell'opera esaminata, questioni che, se affrontate nel commento, lo avrebbero appesantito in modo eccessivo, rendendo quindi necessaria una trattazione autonoma. Al termine del volume si trova un'apposita sezione destinata all'approfondimento delle tematiche emergenti dalla lettura della commedia, con riferimento a problemi specifici come la lingua, la fortuna dell'opera o particolari questioni compositive. Per quanto attiene all'Aulularia, il "problema" di maggior rilievo, sul quale il prof. Rossi si è a lungo soffermato enunciando anche nuove ipotesi interpretative, è quello dell'individuazione del modello greco; ciò rientra anche, d'altra parte, nella questione generale dei rapporti intercorsi tra i poeti comici romani e quelli della cosiddetta "Commedia nuova" greca di cui maggior esponente è Menandro (342-292 a.C.), una questione che in questo volume, a differenza di quanto avviene in altri commenti scolastici, è tenuta sempre presente dall'inizio alla fine e puntualmente documentata.
Virgilio, Eneide libro IV, a cura di Massimo Rossi, Carlo Signorelli Editore, Milano (Elemond Editori Associati) 1998, pp. 144, £ 13.000.
Il quarto libro dell'Eneide, che tutti noi siamo stati abituati a leggere nell'aulica e poetica traduzione di Annibal Caro, è certamente una delle opere più note e discusse di tutta l'Antichità classica. Chi non ricorda, con ancor viva compassione e altrettanto sdegno, il travolgente e tragico amore di Didone per Enea e la fredda determinazione di quest'ultimo, che parte seguendo il fato inesorabile e lascia la sua donna in preda ad un destino di morte? Su un testo di questa notorietà, su cui sono scorsi nei secoli fiumi d'inchiostro, è ben difficile dire qualcosa di nuovo sul piano scientifico; il commento scolastico, pertanto, dovrà piuttosto fare il punto sui più importanti problemi emergenti dall'opera e porsi il duplice obiettivo di informare oggettivamente gli alunni e di stimolare quanto più possibile le loro capacità critiche ed interpretative. In questa direzione si muove il lavoro del prof. Rossi che, al di là di una minuziosa analisi storico-letteraria e stilistica del testo, affronta anche questioni di carattere generale che da sempre hanno accompagnato il testo virgiliano, quali il problema dei modelli letterari del libro IV (che vanno da Omero alla tragedia greca, dai poeti ellenistici ai grandi predecessori romani quali Ennio e Catullo), quello della sopravvivenza dell'opera nella letteratura e nell'arte (si pensi ad esempio alle numerose riprese, nella letteratura, nel melodramma, nell'arte figurativa ecc. del personaggio di Didone), quello infine delle interpretazioni moderne dei personaggi e dell'Eneide stessa nel suo complesso, ivi comprese le raffigurazioni allegoriche medievali.
Anche questo volume, come quello su Plauto, è diviso in tre sezioni: l'Introduzione, che tratta le questioni generali sull'autore ed intende configurare il libro IV all'interno dell'economia dell'Eneide come "libro nel libro", ossia come dramma psicologico a se stante; il commento, che è diviso in unità narrative ciascuna fornita di traduzione ed analisi linguistica, retorica e letteraria; la sezione conclusiva di approfondimento di tutti quei problemi generali prima menzionati i quali, per la loro estensione e complessità, non avrebbero potuto trovare luogo nel commento.
Cicerone, De officiis (Antologia dall'opera), a cura di Massimo Rossi, Carlo Signorelli Editore, Milano (Elemond Editori Associati), 2001, pp. 240, £ 19.000.
Questo libro è stato direttamente commissionato al prof. Rossi dall'Editore, il quale intendeva così colmare quella che si configurava come una notevole lacuna nel panorama dell'editoria scolastica italiana; a parte infatti la presenza di brani sparsi del De officiis nelle varie antologie di classici destinate soprattutto alla seconda classe del Liceo Classico, non esisteva ancora in Italia un'edizione dedicata integralmente a quest'opera di Cicerone, un trattato che costituisce certamente il testamento spirituale del grande scrittore latino ma risulta al tempo stesso di straordinaria attualità per la molteplicità di suggerimenti e di riflessioni di ordine filosofico, politico e morale che vi sono contenuti. Il problema delle virtù e dei "doveri" da esse discendenti, che spesso comportano una scelta tra ciò che è utile e ciò che è moralmente onesto, è centrale nel pensiero ciceroniano: da questa tematica, infatti, scaturisce una serie di esempi di giusto comportamento nelle situazioni della vita, secondo quella tendenza all'attualizzazione pratica della filosofia greca che da sempre caratterizzò la cultura romana. Da ciò scaturisce un'interessante precettistica su come l'uomo dabbene deve comportarsi in pubblico, nonché una serie di "consigli" rivolti a chi deve gestire lo Stato: chi fa attivamente politica, in altri termini, deve osservare l'equità sociale e mostrarsi del tutto disinteressato, pensare cioè al bene dei governati e non al proprio, cacciando da sé la cupidigia e la brama di ricchezze e potere, il male fra tutti più grave e intollerabile. Alla luce di quanto avvenuto in questo ultimo decennio nel nostro Paese (basti pensare tra l'altro al famoso caso di "Tangentopoli") ognuno può constatare quanto questi precetti di Cicerone - e soprattutto la sua esaltazione dell'onestà e della giustizia - possano ancora destare il nostro interesse ed aiutarci ad interpretare il nostro tempo.
Il volume si apre con un'ampia introduzione, nella quale vengono presentati i problemi affrontati da Cicerone nel suo trattato e viene compiuta anche un'adeguata panoramica sulla filosofia stoica e sugli antecedenti greci dell'opera; ad essa segue il commento che, pur non essendo esaustivo (sono stati antologizzati 118 capitoli su un totale di circa 360), riassume però doverosamente anche le parti non direttamente esaminate e fornisce tutta una serie di osservazioni di tipo storico, letterario e stilistico; la sezione di approfondimento, infine, riprende e chiarisce le tematiche politiche ed etico-sociali esaminate nel corso dell'opera ed affronta anche, con un costante parallelo con i modelli greci, la questione delle fonti del De officiis e le modalità della loro utilizzazione.

Terenzio, Adelphoe (Un modello di educazione), a cura di Massimo Rossi, Casa Editrice G.D'Anna, nuova collana di classici "Le Muse", Firenze 2003, pp. 200, € 9,50.
Il volume, di recentissima pubblicazione, fa parte della nuova collana di classici latini e greci per la scuola denominata "Le Muse", della Casa Editrice D'Anna di Firenze, un nome da sempre attivo e prestigioso nell'editoria scolastica italiana. I caratteri distintivi della collana, e innovativi rispetto alle altre pubblicazioni consimili, sono sostanzialmente due: la presenza di un doppio apparato di note (filologico e storico-letterario) e la collocazione della traduzione dei testi non in calce alla pagina o nel commento, bensi' nella parte finale del volume. Questa impostazione offre un duplice vantaggio all'alunno ed al docente: quello di poter leggere per esteso la traduzione di un'opera e potersene quindi formare un'idea complessiva, e quello altrettanto importante di impedire all'alunno, al momento dell'interrogazione, di leggere i segmenti di traduzione nella stessa pagina del testo. Il titolo del volume richiama il problema centrale che Terenzio, grande commediografo latino vissuto dal 195 al 159 a.C., si pone in quella che e' forse la piu' famosa sua opera: gli Adelphoe, ossia "I due fratelli". Questo problema e' quello, ancor oggi importante come e piu' di 2000 anni fa, dell'educazione dei figli, per la quale nella commedia vengono esemplificati due metodi contrapposti: la severita' e l'austera imitazione delle usanze e del carattere paterno (rappresentato da uno dei due fratelli, Demea), e l'indulgenza dell'altro fratello, Micione, il quale lascia al giovane Eschino totale e assoluta liberta' di parola e di azione, non pretendendo mai che il figlio (adottivo) rispecchi del tutto la sua personalita'. La posizione del poeta di fronte al problema non e' univoca ne' ben determinata: egli mostra i limiti e i difetti, piuttosto che i vantaggi, di entrambi i metodi educativi, tanto che al termine della vicenda rappresentata il suggerimento che pare volerci dare Terenzio e' che i comportamenti estremi ed eccessivi, di qualunque segno siano, sono sempre da biasimare, tanto che il miglior metodo educativo pare essere una via di mezzo tra severita' e indulgenza, secondo la morale aristotelica che giudicava la virtu' come il punto d'incontro di due eccessi opposti, entrambi biasimevoli.
Il lavoro del prof. Rossi in questo libro e' stato particolarmente preciso e accurato. Dopo un'introduzione sulla personalita' e l'opera dell'autore, il testo degli Adelphoe è stato suddiviso in 14 unita' didattiche, corrispondenti grosso modo ad una o due lezioni scolastiche ciascuna. Ogni unita' e' preceduta da un'introduzione critica, da un doppio livello di note esplicative e da uno o piu' argomenti di analisi: questi ultimi consistono in sostanza in schede di approfondimento (di tipo letterario, storico, politico ecc.) di temi o motivi che emergono nella porzione di testo presa in considerazione nella corrispondente unita' didattica. Al termine del libro viene collocata la traduzione dell'intera commedia, che il prof. Rossi aveva gia' redatto da vari anni per altro Editore ma che non e' poi andata in porto per colpevole negligenza dell'editore stesso. Dopo la traduzione, il volume si chiude con un'interessante scheda sulla fortuna del testo di Terenzio nel teatro moderno e contemporaneo; ed in questa analisi non viene preso in considerazione soltanto il teatro di prosa, ma anche quello lirico, data la vicinanza contenutistica e ideologica dell'antica commedia romana con l'opera buffa moderna, come ad esempio il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini. In tutto il volume, inoltre, il prof. Massimo Rossi ha tenuto in particolare conto il problema del confronto costante e preciso con i modelli greci che Terenzio seguiva nella composizione della sua opera; un problema, questo, che solitamente viene sottovalutato e persino ignorato nelle edizioni scolastiche di testi della commedia latina.

Massimo Rossi, Scientia Litterarum (storia e antologia della Letteratura Latina per i Licei e le Università), Volume I, Napoli, Loffredo Editore, 2009, pp. 750, euro 25.
Con la pubblicazione di questa nuovissima storia e antologia della letteratura latina destinata ai Licei e delle Università, in ben cinque volumi, si realizza un ambizioso progetto che il prof. Massimo Rossi aveva elaborato fin dai primi anni '90, e che andava ben oltre i già numerosi titoli editoriali ch'egli possedeva. Per quanto siano infatti di grande utilità, per il lavoro dei docenti liceali, anche i volumetti di commento ai classici di cui qui sopra si è detto, un intero manuale di letteratura latina, comprensivo di ampia antologia di testi, rappresenta senza dubbio un traguardo ben più alto ed importante, perché elabora un pensiero interpretativo dell'intera produzione letteraria secolare di un popolo ed anche perché fornisce ai lettori una serie di conoscenze onnicomprensive ed un metodo di lavoro ed indagine.
La stesura dell'ambizioso progetto, maturata nel corso di tanti anni di meditazione e di studio, si concretizzò finalmente nell'estate del 2004, quando il prof. Rossi decise di sottoporlo all'editore Loffredo di Napoli, titolare di una prestigiosa Casa Editrice che da ben 130 anni continua a fornire un contributo essenziale alla cultura classica ed umanistica, soprattutto per quanto attiene al settore dell'editoria scolastica. L'Editore, intuendo la validità e l'originalità del progetto, decise di dare fiducia al suo autore e fu così stabilita, mediante un regolare contratto, la pubblicazione dell'opera. Ma al momento dell'accordo (ottobre 2004) esisteva soltanto il progetto ed un capitolo di prova presentato all'Editore perché potesse esaminarlo e controllarne la qualità scientifica e didattica; l'opera nella sua totalità era ancora tutta da realizzare, e per realizzarla occorreva un'immane fatica che si protrasse per oltre quattro anni, fino al novembre 2008, quando il prof. Rossi ne scrisse l'ultima pagina. I quattro anni della stesura sono stati in pratica, per l'Autore, anni di arresti domiciliari, giacché egli è stato costretto a passare migliaia di ore nel proprio studio, dinanzi al computer, per comporre tutta la parte teorica e larga parte dell'antologia, per la quale è stato solo parzialmente coadiuvato da una collega della sezione scientifica del Liceo Poliziano, la prof.ssa Lisa Buciunì. Ma quando quest'ultima ha progressivamente allentato il suo impegno fino ad uscire dal progetto durante l'elaborazione del 3° volume, il prof. Rossi ha voluto proseguire da solo, a testa bassa, rifiutando la partecipazione di altre persone e compiendo quindi una fatica da paragonarsi a quelle di Ercole; vediamo infatti che ormai quasi tutte le storie letterarie in circolazione sono state redatte in equipe, con la partecipazione di quattro, cinque o anche sei o più persone, perché il comporre una storia letteraria vasta e complessa come quella latina da soli è un'impresa che rasenta l'incoscienza e la pazzia. Ma tant'è: chi ha a cuore la cultura e la sua diffusione, è disposto anche a fare sacrifici che agli occhi dei più appaiono inutili o per lo meno stravaganti. E non è stata l'ambizione personale, né tantomeno il desiderio di guadagno economico (che è irrisorio per gli autori delle pubblicazioni scolastiche), a giustificare tanta ostinazione, bensì la volontà di contribuire alla diffusione della cultura ed al progresso degli studi nella scuola e nell'università in primo luogo, ed in secondo luogo quello di onorare un impegno con l'Editore che, una volta accettato, deve essere portato a termine a tutti i costi. Così stanno le cose; se poi il lettore volesse approfondire ancor più l'argomento, non ha che da leggere il relativo articolo sul blog personale del prof. Rossi, all'indirizzo web http://profrossi.splinder.com
La storia letteraria latina progettata e realizzata dal prof. Rossi non è uguale alle altre in circolazione, ma si fonda su un'impostazione parzialmente innovativa: anziché seguire il corso dei fenomeni culturali basandosi soltanto sulla loro successione cronologica, essa procede per GENERI LETTERARI, affrontando cioè le varie tematiche all'interno di una determinata forma, corrispondente ad una Unità didattica nella quale rientrano svariati autori anche vissuti in epoche diverse. Per fare un solo esempio, citiamo il caso della storiografia di età repubblicana: in una sola Unità didattica vengono compresi tutti gli storici di Roma antica, dagli annalisti dell'epoca arcaica fino all'età di Cesare e di Sallustio. In tal maniera può essere studiata e compresa in modo più profondo e coerente l'evoluzione storica di questo importante genere, i cui autori sono indissolubilmente legati tra loro da un nesso di consequenzialità, in quanto chi viene dopo si avvale dell'esperienza dei predecessori e ne rielabora le acquisizioni aggiungendo ad esse il proprio contributo personale. Con l'impostazione tradizionale, invece, non era possibile comprendere l'evoluzione del genere letterario, né i suoi rapporti di filiazione da eventuali modelli greci né tantomeno la continuità del genere stesso nelle letterature tardoantica, medievale e moderna; seguendo infatti un puro criterio cronologico, come ancora tutte le altre storie letterarie fanno, la conoscenza del genere letterario (e quindi dell'importanza degli autori stessi) è frammentaria e disunita, poiché, nel caso specifico della storiografia di cui dicevamo, noi troveremo gli annalisti in un capitolo, Catone in un altro, i primi storiografi monografici in un altro, Cesare in un altro e Sallustio in un altro ancora. Considerato invece il rilievo che attualmente, sia nei licei che nelle Università, viene attribuito al concetto di genere ed a quello dell'analisi modulare e storica dei fenomeni letterari (con confronti tra spunti tematici delle letterature antiche e le loro riprese moderne, ad esempio), la nuova impostazione progettata dal prof. Massimo Rossi si presenta come originale ed in grado di fornire agli studenti una conoscenza più puntuale e approfondita dei fenomeni letterari e del complesso intreccio di relazioni e di richiami esistenti tra scrittori di diverse epoche e civiltà. Naturalmente, però, innovazione non vuol dire totale rivoluzione, un concetto che mal si concilierebbe con la forma mentis dell'autore di questo libro; non mancano infatti in esso anche alcune omogeneità con le altre pubblicazioni dello stesso tipo, come ad esempio il fatto che agli autori maggiori (Cicerone, Lucrezio, Catullo, Virgilio, Orazio, Seneca ecc.) sono riservate apposite Unità didattiche unitarie, onde evitare di disperdere la trattazione delle loro opere in Unità diverse e distanti tra di loro, nel caso in cui essi si siano dedicati a più generi letterari. Se così non fosse, pertanto, avremmo dovuto sbranare Virgilio in tre pezzi: le Bucoliche si sarebbero infatti trovate nell'Unità didattica dedicata alla poesia lirica, le Georgiche in quella sulla poesia didascalica e l'Eneide in quella sulla poesia epica. A questo alludeva infatti il titolo dell'opera che il prof. Rossi aveva inizialmente scelto: Disiecti membra poetae, cioè "Le membra del poeta fatto a pezzi". Ma la novità è parsa troppo ardita all'editore, il quale ha giustamente sostenuto che un testo troppo innovativo di questo tipo non avrebbe ottenuto il consenso dei docenti dei Licei, abituati al sistema tradizionale. E così il titolo è cambiato ed è stato adottato quello qua sopra riportato, che allude comunque ad un approccio scientifico allo studio della storia letteraria; un approccio serio, meditato e preciso, che l'Autore ha tenuto fino in fondo e che spera abbia seguito anche tra i docenti e soprattutto tra gli studenti, la cui formazione umana e culturale rappresenta il più alto obiettivo che ogni professore ed ogni maestro deve porsi dinanzi, prima di ogni altra cosa.
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