LE RECENSIONI
Le recensioni sono scritti che, almeno apparentemente, dovrebbero servire unicamente a presentare un libro o un lavoro altrui, di modo che il mondo degli studi ne abbia preventiva conoscenza. Nella realtà dei fatti, tuttavia, le recensioni di testi filologici vengono redatte da altri filologi, i quali non perdono così occasione per replicare alle tesi che l'autore ha esposto nel libro in questione e per esporre le proprie. Le recensioni, concepite in tal maniera, finiscono cioè nella fattispecie per divenire veri e propri saggi.
Il prof. Massimo Rossi ha pubblicato quattro recensioni: due negli anni giovanili, in contemporanea con i saggi filologici, e due più di recente (1999). Con quest'ultimo lavoro, propiziato dalla corrispondenza intrattenuta con il giovane studioso napoletano Mario Lamagna che sta attualmente curando alcune edizioni di Menandro, egli ha voluto, dopo tanti anni di interruzione, fare parzialmente ritorno nell'ambito degli studi specializzati. Poco tempo fa, inoltre, è uscita anche la prefazione che il prof. Rossi ha scritto per il libro dell'amico Paolo Mazzocchini, Noctes vigilare serenas, Roma, ed. Aracne 2010, una raccolta di saggi di filologia classica e leopardiana.
Viene qui fornito, per tutti coloro che avessero interesse a conoscere ed approfondire gli argomenti correlati, un breve riassunto delle recensioni.
- Recensione a Horst-Dieter Blume, Menanders Samia (1978). Il libro recensito, scritto in tedesco e pubblicato a Darmstadt nel 1974, non era in realtà un'edizione critica della commedia di Menandro, bensì un commento continuo, passo per passo, che includeva osservazioni di tipo filologico, testuale, storico-letterario ecc. La recensione consiste in una puntuale disamina di tutte le maggiori questioni affrontate dall'Autore, alcune delle quali in quella sede furono riprese e meglio precisate: un esempio è quello della tipizzazione dei personaggi menandrei, che il Blume finisce per negare del tutto a favore dell'autonomia psicologica di ciascuno di essi. Questa posizione, pur fondamentalmente esatta, risulta troppo rigida e formulata in modo troppo assoluto, giacché è innegabile che esistano nei personaggi menandrei tratti tipici e convenzionali; anzi, è proprio in virtù di questa tipicità che acquistano maggior rilievo i tratti di autonomia che proprio lo studioso tedesco sottolineava. La recensione, con grande soddisfazione del suo autore, fu accolta dalla "Rivista di filologia ed istruzione classica", uno dei più autorevoli periodici italiani nell'ambito degli studi sul mondo antico.
- Recensione ad Aristofane, Lisistrata, a cura di Guido Paduano (1981). Il libro in questione appartiene alla celeberrima collana "BUR" dell'editore Rizzoli, nella quale sono stati pubblicati molti autori classici e che ancor oggi rappresenta uno strumento conoscitivo di primaria importanza per chiunque voglia accostarsi agli autori antichi: oltre al testo scientificamente esatto (è generalmente ripreso o addirittura riprodotto anastaticamente dalle edizioni critiche), questi volumi presentano infatti un'ampia intoduzione ed una traduzione a fronte dell'opera considerata. Il giudizio del prof. Rossi sul lavoro di G.Paduano è senza dubbio positivo, specie riguardo alla traduzione da lui fornita (che è molto accurata nelle non facili scelte lessicali) ed alle note di commento; qualche riserva potrebbe invece permanere per quanto attiene all'introduzione all'opera, soprattutto perché il prof. Paduano, docente universitario e studioso di chiara fama, tende ad impiegare un linguaggio un po' difficile e riferimenti culturali di elevato livello non sempre corrispondenti al carattere divulgativo della collana "BUR", della quale fruiscono anche lettori non specialisti.
- Recensione a Menandro, La donna di Samo, a cura di Mario Lamagna (1999). Come per tornare a visitare brevemente il mondo degli studi accademici, il prof. Massimo Rossi ha deciso di scrivere e pubblicare ancora una recensione, a distanza di ben 18 anni dalla precedente. Occasione di tale rientro è stato il gesto cortese del giovane studioso napoletano M.Lamagna, il quale, poiché ha ricevuto dal prof. Rossi l'autorizzazione a consultare la sua inedita tesi di laurea per la compilazione della propria edizione della Samia di Menandro, si è poi premurato - dopo l'uscita del libro - di fargliene omaggio di una copia e di chiederne un giudizio. E' nata così una recensione di ampio respiro, che ha finito anch'essa per assumere carattere di saggio: oltre alla presentazione del libro infatti, sul quale il giudizio complessivo non può essere che positivo nonostante le divergenze su singoli problemi, vengono nuovamente discusse alcune questioni interpretative sull'opera menandrea, ed alla conferma di alcune tesi sostenute un ventennio prima si sono affiancate anche idee nuove, frutto di nuove indagini scientifiche ma anche e soprattutto della lunga esperienza didattica nel frattempo maturata.
- Recensione a P.Mazzocchini, Forme e significati della narrazione bellica nell'epos virgiliano, Fasano (Br) 2000. Questa recensione è stata ispirata al prof. Rossi dall'aver letto il libro su Virgilio che un collega marchigiano da lui conosciuto tramite internet gli ha cortesemente inviato. Anche questo scritto, come le altre recensioni precedenti, ha assunto carattere di saggio: il titolare di questo sito ritiene infatti che presentare un libro non significhi soltanto darne un giudizio, ma discuterne i problemi ed i contenuti, apportando anche contributi personali. In questo caso la cosa è stata facilitata dal grande amore che il prof. Rossi nutre per Virgilio, il poeta che più di ogni altro sa parlare all'anima, oltre che alla mente, di chi lo legge. La lettura dello splendido saggio di Mazzocchini è consigliabile per tutti i cultori della materia, anche perché tratta un tema un po' meno consueto ma proprio per questo estremamente interessante: la visione virgiliana della guerra e dell'umana sofferenza nella seconda parte dell'Eneide.
- Prefazione a: P.Mazzocchini, Noctes vigilare serenas, studi di filologia classica e leopardiana, Roma, editrice Aracne, 2010. Il libro raccoglie una decina di saggi filologici di Paolo Mazzocchini, un professore di liceo marchigiano il quale, come il prof. Rossi, ha sempre continuato a produrre contributi scientifici e testi scolastici ed a carattere divulgativo, accumulando titoli di merito non inferiori (e anzi spesso superiori) a quelli di tanti docenti universitari. Alcuni di questi saggi riguardano la letteratura greca (Esiodo e Tucidide in particolari), altri quella latina (Orazio e Lucrezio). A proposito di quest'ultimo poeta, è particolarmente suggestivo il saggio sull'influsso da lui esercitato sul giovane Leopardi, un argomento tanto discusso dai filologi quanto mai completamente chiarito. La prefazione del prof. Rossi, riproposta anche su internet dal sito dell'editrice Aracne, sottolinea il rigore scientifico e la profondità degli studi di Mazzocchini, evidente sia nel chiarire alcuni aspetti dell'opera degli autori classici che nell'evidenziare gli errori di parte della critica moderna, la quale spesso tende a dare dei fenomeni letterari una visione preconcetta, nella quale gli Autori vengono fatti rientrare in modo quasi coercitivo.
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