NUMERI FORTUNATI, SFORTUNATI E RACCOMANDATI

Gli uomini non sono tutti uguali, i numeri neanche.
Anche tra i numeri ci sono quelli più simpatici, da tutti preferiti, quelli antipatici, tanto da essere accuratamente evitati e infine i numeri raccomandati (proprio come certe persone).
Ad esempio il numero 3 è il più blasonato, è considerato il numero perfetto. Spesso le divinità sono trine, ad esempio la Trinità dei cristiani e la Trimurti degli indù (Brahama, Siva e Visnù),
Dopo il numero tre, il 7 raccoglie i maggiori consensi: sette sono i giorni della settimana, le vacche grasse, le meraviglie del mondo, i peccati capitali, le note musicali, ecc.
Un numero sfortunato è invece il numero 13: nessuno lo vuole, tanto che molti albergatori hanno eliminato la stanza numero 13.
A tavola, guai ad essere in tredici, e in effetti per la padrona di casa avere tredici ospiti a tavola è una vera e propria disgrazia, dal momento che il servizio di stoviglie è per dodici persone. In Inghilterra il boia veniva pagato per ogni esecuzione con una sterlina (dodici scellini) più uno scellino, cioè tredici scellini; recentemente la principessa Diana è finita contro il tredicesimo pilone del sottopassaggio. In Italia i servizi segreti sono tredici, ecc.
Un altro numero poco simpatico è il 17; se poi il 17 del mese capita di venerdì è il massimo della sfortuna, essendo il venerdì considerato un giorno funesto, in conseguenza dell'ultima cena (dove poi, guarda caso, erano in tredici a tavola).
Il 17 deve forse la sua cattiva sorte al fatto che il numero romano XVII anagrammato diventa VIXI, cioè vissi e quindi evoca il trapasso.
E i numeri raccomandati ? Non sono uguali agli altri, ma sono preferiti, cioè utilizzati più frequentemente degli altri. Il normatore (chi fa le norme) li chiama "normali" e li utilizza per indicare i valori usuali di una certa grandezza, ad esempio della corrente nominale o della sezione; gli altri valori sono "anormali" nel senso che possono essere utilizzati, ma al di fuori della "normalità". Per capirci meglio: gli interruttori automatici (non regolabili) hanno corrente nominale 10, 13, 16, 20, 25, 32, 40, 63, 80, 100 A.

Non è proibito costruire un interruttore di corrente intermedia, ma un interruttore di corrente nominale 27 A sarebbe considerato nel suo ambiente un "diverso"... !

Ma in base a quali astruse cabale si è arrivati a scegliere i numeri "normali" e per quale motivo ?

Il motivo è presto detto: ad esempio chi costruisce motori in serie deve scegliere un certo numero di potenze, per limitare i costi di produzione e di magazzinaggio; i costruttori vorrebbero questo numero molto piccolo, gli utenti molto grande. E questo vale per tanti prodotti di serie (ad esempio per le resistenze ed i condensatori).

Dovendo stabilire una serie limitata di valori, quali scelgo per accontentare i! maggior numero possibile di clienti che hanno le più svariate esigenze ?

Inizialmente la scelta cadde su una serie di valori che costituivano una progressione aritmetica, cioè era costante la differenza tra due valori consecutivi. Ma ben presto ci si accorse che questa scelta era poco felice.

Si pensi a una serie di lampade da 10, 20, 30 ... 100 W. Il cliente che ha bisogno di una lampada da 95 W ne sceglie una da 100 W, ed è contento, perché supera soltanto del 5% ciò che voleva, ma il cliente che ha bisogno di una lampada da 5 W è costretto ad utilizzare una lampada da 10 W con un esubero del 100% rispetto alle sue esigenze,

II colonnello francese Renard, una volpe di nome e di fatto, risolse il problema passando dalle progressioni aritmetiche a quelle geometriche.

In una progressione aritmetica è costante la differenza tra due numeri successivi, nella progressione geometrica è costante il quoziente tra due numeri successivi. Il quoziente tra un numero ed il precedente prende il nome di "ragione o passo".

Ad esempio, la serie 2-4-6-8-10 costituisce una progressione aritmetica di ragione 2. la serie 3-9-27-81-243 è una progressione geometrica di ragione 3.

Si arrivò così, tramite accordi internazionali, antecedenti alla seconda guerra mondiale, ad adottare progressioni geometriche dì ragione (10)1/n.

La tabella A riporta due serie fondamentali dell'unificazione, indicate rispettivamente con le sigle R5 ed R10 dove R ricorda il loro ideatore Renard e il pedice (5 o 10) il valore di n che figura nella ragione della progressione.

Nella serie R5 la ragione vale (10)1/5 nella serie R10 la ragione diventa (10)1/10. Da notare che il numero n indica anche il numero di valori normali compresi tra 10 e 100 (più in generale tra due potenze successive di dieci) ed inoltre i valori dispari (quindi ogni 2) della serie R10 sono proprio i valori della serie R5.

Le due serie R20 ed R40, che si costruiscono in modo analogo, sono meno utilizzate.

Invece in elettronica sono frequenti le serie di ragione (10)1/6 e sottomultipli chiamate E6, E12, E24, E48, E96.
Tabella A - Valori approssimati delle serie di Renard R5 e R10 ( per 2 decadi )

 
SerieR5
1
1,6
2,5
4
6,3
10
16
25
40
63
Serie R10
1
1,25
1,6
2
2,5
3,15
4
5
6,3
8
10
12,5
16
20
25
31,5
40
50
63
80
Nella tabella si riconoscono molti valori "normali" che siamo abituati ad utilizzare tutti i giorni senza porci tante domande; ad esempio le sezioni "normali" dei cavi appartengono alla serie R5, le correnti "normali" degli interruttori alla serie R10 , e cosi via. Trovano finalmente una spiegazione alcuni valori strani come la sezione 2,5 mm2 dei cavi, la corrente nominale di 63 A degli interruttori e la potenza di 630 kVA dei trasformatori che neanche la più fervida fantasia avrebbe incluso tra i valori normalizzati ... salvo quella del colonnello francese, un volpone che ha lasciato l'impronta.

 

Inserisco infine una piccola appendice "elettronica" per i relativi appassionati:
 

Serie E6
10
15
22
33
47
68

 
Serie E12
10
12
15
18
22
27
33
39
47
56
68
82

 
Serie E24
10
11
12
13
15
16
18
20
22
24
27
30
33
36
39
43
47
51
56
62
68
75
82
91

Le serie E48 e E96 partono dal valore 100, ma non mi chiedete di preparare le relative tabelle !!

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