ABBADIA SAN SALVATORE
LE ORIGINI
La storia di Abbadia San Salvatore è strettamente legata a quella dell'Abbazia
benedettina, sorta alle pendici dell' Amiata in epoca longobarda; infatti il nome del
paese deriva dalla celebre Abbazia del San Salvatore. La leggenda che vuole fondatore il
re Ratchis dell'Abbazia risale al XI sec., quando i monaci del San Salvatore, elaborando
gli antichi racconti diffusi oralmente in mezzo al popolo, attribuirono la scelta del
luogo e la fondazione del monastero al pio re che lasciò il trono per farsi monaco; ma
secondo gli ultimi studi, l'iniziativa della fondazione va attribuita al re longobardo
Astolfo, fratello di Ratchis. I sovrani longobardi garantirono al monastero i mezzi
economici necessari con la concezione di ampi possedimenti territoriali. In seguito anche
i Carolingi furono prodighi di elargizioni nei confronti del monastero del San Salvatore,
a cominciare da Carlo Magno. Durante il suo viaggio a Roma, dove andò per farsi
incoronare dal Papa Leone III, nell' 800, fu ospite del monastero, dove soggiornò per
vari giorni. Il ricordo della permanenza rimase vivo nelle genti della montagna, tanto che
ne nacque una leggenda: la leggenda dell' "erba carolina". Si racconta infatti
che nel momento in cui Carlo Magno si preparava a lasciare questa zona il suo esercito fu
colpito da una terribile epidemia di peste e solo grazie alle proprietà curative e
ritenute miracolose dell'erba carolina poté salvarsi dalla decimazione. Il primo ordine
religioso che resse il monastero fu quello dei Benedettini; fedeli alla regola "ora
et labora", dissodarono le terre, le misero a coltura, formarono casali, borghi e
chiese. Il monastero appariva non solo un luogo ideale per la vita religiosa, ma centro e
modello di fervida vita economica. Sebbene il rapporto tra l'Abate, capo dell'Abbazia, e i
contadini fosse quello che intercorreva tra il feudatario e i suoi sudditi, le condizioni
di vita della gente soggetta al monastero non furono delle peggiori. Sotto la guida dei
monaci furono incentivate le attività artigianali ed agricole; il monastero ebbe anche
una funzione assistenziale, con continue elargizioni ai poveri e l'istituzione di un
ospedale. All'interno dell'Abbazia una delle ricchezze più importanti era costituita
dalla biblioteca. Le ricchezze delle quali disponeva il monastero, finirono per minare,
come sempre avviene, la stessa disciplina monastica. Le cronache del tempo parlano infatti
di scandali avvenuti all'interno della popolazione e tra i monaci. Così Gregorio IX fu
costretto ad intimare ai monaci di lasciare l'Abbazia che fu affidato ai Cistercensi.
Essendo il monastero sotto la protezione imperiale fu necessario il consenso di Federico
II che nel 1237 ratificò la decisione papale.
MONUMENTI E CHIESE IMPORTANTI
Parlando dei monumenti più interessanti di Abbadia San Salvatore, non possiamo non
cominciare da quello che di per sé costituisce il monumento emblematico del paese, quello
che gli ha dato origine e nome: il Monastero o Abbazia del San Salvatore. Essa sorge in
piazzale Michelangelo. Ha due campanili sul prospetto e ripete lo schema architettonico
dell'arte carolingia. La facciata alta e stretta presenta un portale con arco a tutto
sesto, una grande trifora al centro e nella parte superiore una monofora. mentre la torre
sul lato destro appare incompiuta, quella campanara, sul lato sinistro, mostra tre ordini
di monofore e archetti pensili. Varcata la porta, dal ripiano che accoglie sui lati due
acquasantiere rinascimentali, l'interno del tempio appare in tutta la sua bellezza. La
vasta navata delimitata da possenti muri a filarotto sulla sommità dei quali si aprono
sei finestre per parte, è coperta a capriate. Al di sopra della scenografica gradinata
che sovrasta la cripta, l'ampio presbiterio è caratterizzato da tre archi concentrici,
che accentuano la profondità prospettica di tutto l'assieme. Scese le scale ci si imbatte
nel grande crocifisso ligneo che spicca sulla parete destra. E' indubbiamente l'opera più
preziosa della chiesa. La scultura rivela una atteggiamento maestoso e solenne, un
"Christus triumphans", senza la corona di spine, con la bocca aperta e con gli
occhi che sembrano fissare attentamente il visitatore, non una vittima , ma un vincitore
della morte. A destra, interamente affrescata, la Cappella del Santissimo. Discesa la
gradinata centrale, si può scendere alla Cripta o Chiesa longobarda, luogo estremamente
suggestivo, non solo per la gran quantità di colonne che si estende lungo il sotterraneo,
ma anche per l'aria di leggenda che vi si respira. L'ambiente presenta la medesima pianta
della parte superiore. La sistemazione più recente risale al 1966/68. Si tratta di ben 35
colonne di cui 24 originali, alcune cilindriche altre scanalate. Anche i capitelli
presentano forme diverse; il soffitto è costituito da volte a crociera ed archi a tutto
sesto. La colonna che si trova al centro della cripta viene classificata come
"colonna storica" e presenta dodici scanalature. Accanto al monastero , alla
sinistra, si trova il Chiostro, eretto nel XII sec. dall'Abate Rocca, del tutto manomesso
dopo la soppressione dell'Abbazia. La pavimentazione è in lastroni di pietra ed il pozzo
si eleva su tre scalini esagonali e ne accentua l'eleganza
.
L'agglomerato urbano è distinto nettamente in due parti, la parte nuova in direzione
della montagna e il Borgo Medievale verso la valle e la Via Cassia. Proprio nella Piazza
Centrale del Borgo sorgono il Palazzo Civico, la Chiesa di Santa Croce, ( in stile gotico
a tre navate, distrutta nel 1791, ricostruita e poi riconsacrata nel 1800 ) , la Chiesa di
San Leonardo, (eretta nel 1213 con portale e resti gotici ). All'interno del borgo si
ammirano pittoreschi vicoloi con portali e pietre scolpite.All'esterno delle mura sono
stati edificati un monumento ai " Caduti nella I guerra mondiale " ed uno ai
"Caduti in miniera".
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