CHIANCIANO

Chianciano, centro termale, ricchissimo di acque minerali ad azione altamente curativa è circondata da colline boscose che, mantenendo l'ambiente incontaminato, rappresentano la migliore salva guardia del sistema ecologico ed idrogeologico. Abbiamo infatti, tutto intorno, l'alto corso del torrente Astrone, immerso in grandi boschi di querce, faggi,lecci e castagni e subito a ridosso la Val d'Orcia dove, unitamente al caratteristico ambiente tipicamente toscano, possiamo ancora ammirare resti di bastioni, rocche e castelli medievali, testimonianze di storia e di cultura. 'E questo l'ambiente che fa da corona, come a protezione, alle sorgenti termo-minerali di Chianciano e degli altri centri termali della zona.chianciano.jpg (40238 byte)Situata a circa 550 mt sul livello del mare, la città termale di Chianciano offre tutti i vantaggi climatici e turistici derivanti dalla sua felicissima posizione geografica.In armonia con il paesaggio circostante, la città ha conservato nei suoi numerosi parchi e giardini una rilevante quantità di verde.Gli stabilimenti invernali sono collegati al centro della città dai viali alberati su cui si affacciano le vetrine di eleganti negozi.
Ma non è tutto qui, c'è un'altra Chianciano, fino ad oggi poco nota ai forestieri:è "Chianciano Paese",o meglio il centro storico.A meno di 3 Km dalle terme si può entrare a piedi attraverso l' antica Porta Rivellini e subito a sinistra, dopo la chiesetta della Misericordia, troviamo l'imponente mole del Castello dei conti Manenti, mentre in fondo domina la Torre dell'Orologio, sotto la quale da un alto muro si può scorgere un ampio e suggestivo panorama dominato dal Monte Amiata, dal Monte Cetona e animato dalla Torre Quadrata del Castello di Sarteano e ad EST dalla visione lontana dell'etrusca Chiusi con il suo lago e di Città della Pieve.

STORIA

In ere geologiche molto lontane da noi, dove ora esiste Chianciano, si poteva ammirare la distesa azzurra del mare, da cui emergevano solo due isolotti: il Picco di Cetona ed il Monte Amiata. Con il passare dei secoli continuarono ad emergere i monti, apparendo sempre più evidenti, e si configurarono infine le colline; ed è proprio in questa natura selvaggia che compaiono i primi insediamenti dell'uomo preistorico (Grotte di Belvedere e Sarteano). Ma la vera storia di Chianciano comincia con gli Etruschi, quel popolo dalle misteriose origini, che si stanziò nella Tuscia, regione grosso modo corrispondente all'attuale Toscana ed a parte del Lazio. I resti delle loro tombe, degli affreschi, dei gioielli e delle armi e delle suppellettili ci permettono di ricostruire abbastanza fedelmante la loro civiltà. panoramachianciano.jpg (45230 byte)Tra i ritrovamenti più importanti avvenuti nella zona Chianciano-Chiusi ricordiamo: il celebre monu mento cinerario funebre della Mater Matuta, " la dea della maternità"; la tomba a camera della famiglia " Nachrni", ed ancora la tomba a camera appartenente alla famiglia etrusca " Thlesnei". Tali reperti sono tuttora conservati in parte nel museo Civico di Chiusi ed in parte nel museo di Chianciano.Dopo quattro secoli di lotte i Romani riuscirono ad assogettare definiti vamente la popolazione etrusca e la conseguente battaglia di Vadimone segnò la fine della civiltà dei Tusci in questa zona.. Verso la fine del IX secolo, il ducato di Chiusi si trasformò in contea, dalla quale si dice che provenissero i conti Rimbotti-Manenti di Chianciano che secondo la Cronaca Orvietana di Cipriano Manente sembra che avessero abitato fin dal 976 nel castello di Chianciano, munito di torre e di roccaforte, cinto dalle mura e da un fossato con pontelevatoio. Il castello era simile nell'aspetto ai tanti manieri disseminati anche in altre alture delle campagne circostanti.
Attraverso la narrazione delle alterne vicende di questi conti, sempre coinvolti in estenuanti guerriglie private, per denaro, si può capire quanto il popolo di Chianciano avesse subito le loro travagliate sfortune, fino al punto di organizzare violente sommosse, per liberarsi di quella tirannica oppressione.
Cacciati i conti Manenti fu proclamato il libero Comune di Chianciano, anche il castello ove abitavano fu sostituito dal Palazzo Comunale situato nella piazza dei Balestrieri.
Nei secoli successivi il comune di Chianciano visse vicende alterne e travagliate passando dalle varie alleanze con il libero comune di Siena alle dominazione dei fiorentini ed inseguito dagli spagnoli e dopo la conquista di Siena Chianciano passò sotto il dominio dei Medici signori di Firenze.
E così intorno al 1700 Chianciano fu sottoposto al potere dei Lorena, signori del Granducato di Toscana..

ILLUSTRI ARTISTI CHIANCIANESI DEL '300

tra gli artisti chiancianesi più illustri ricordiamo Francesco di Segna detto "il maestro di Chianciano" che si ricorda tra i più famosi seguaci della scuola senese di Duccio di Buoninsegna..
Ricordiamo inoltre Francesco di Vannuccio, detto "il chiancianese". Il primo era un vero specialista nel rappresentare artistiche"Maestà" (Madonna in trono col Bambino)del quale si possono ancora ammirare"Il Polittico", l'affresco dell'"Assunzione della Vergine". Al secondo si può attribuire invece un reliquiario su tavola "La Madonna dell'umiltà e Santi" ed inoltre "Il crocifisso arcaico", "Il pannello".

CHIANCIANO TERME E LE SUE CHIESE.

Parte integrante del patrimonio artistico del nostro paese sono le chiese.
Un prestigioso monumento che si trova nel centro storico è la Collegiata, ricca di opere d'arte.
Sulla sua sommità c'è la statua di S. Giovanni Battista; la festa in onore di questo santo era celebrata il giorno del solstizio d'estate; era la festa dei fiori e dei frutti, per la quale venivano accesi dei falò, si ballava, si beveva, si cantava in allegria.
La collegiata è in stile romanico, con un portale adorno di colonnette a spirale, ma in seguito l'architetto Luigi da Vegni dette alla chiesa un aspetto neoclassico.All'interno assumono particolare importanza il Crocifisso ligneo trecentesco, molto venerato dai chiancianesi, e l'organo cinquecentesco che grazie ad alcuni accorgimenti è in condizioni di efficienza tale che viene per concerti di grande prestigio.
Poi abbiamo la Madonna della Rosa che è il più bel tempio della nostra cittadina.
La nascita di questa chiesa è attribuita all'iniziativa degli agicoltori che vedendosi poco accetti in Collegiata dai paesani, decisero la costruzione di una chiesa che doveva superare ogni confronto.
La costruzione fu portata a termine nel 1599.
Per tramandare la devozione dei contadini che avevano contribuito con le loro offerte alla costruzione del tempio, gli amministratori fecero incidere in più luoghi un bifolco in atto di lavorare la terra con i buoi attaccati all'aratro.
La chiesa prese il nome di Madonna della Rosa per l'affresco posto alcentro dell'altare maggiore in cui è raffigurata la Madonna che porge una rosa bianca al bambino, opera di ignoto pittore di scuola senese eseguita tra il 1370 e il 1400.
Alla destra della Vergine si vede in piedi S. Giovanni Battista e a sinistra S. Bartolomeo, protettore di Chianciano.
Nella parte nuova di Chianciano sorge una chiesa in stile moderno. Questa denominazione le venne attribuita per un quadro conservato all'interno della chiesa stessa, raffigurante Maria con una stella sul manto, sulla fronte e sulla spalla; completano l'immagine: il Bambin Gesù, S.Giuseppe e S. Giovanni.
La chiesa fu aperta al culto nel 1969, ed è diventeta un luogo sacro del Santo Bambin Gesù venerato nel santuario di Praga.
All'interno della chiesa particolare importanza l'assumono la statua del Santo Bambino al quale è dedicata una festa nella seconda domenica d'Agosto.
Questa chiesa, unica nell'estrosità delle dinamiche forme geometriche, durante la stagione termale accoglie molti fedeli.
Ritornando al centro storico,accanto alla porta Rivellini, una delle tre porte edel paese, sorge la chiesa dell'Immacolata o della Morte che risale circa al 1200. Questa chiesina è sempre stat moto importante per i chiancianesi e fu così che dopo una serie di peripezie e di difficoltà l'Arciprete la fece restaurare nel'58.
Poi abbiamo al chiesa di S. Antonio diretta dai Frati Minori Francescani. Siracconta che lo stesso S. Francesco percorse queste località per le bellezze genuine della natura .
Nel 1933 fu posta la prima pietra che inaugurava la nuova chiesa di S. Antonio, donata ai frati Francescani da Padre Gerolamo Lelli ed il committente milanese Paolo Ingegnuoli, che ha un Pronao (colonnato), sulla porta centrale.
Oltre ad alcuni quadri moderni all'interno, fu nel 1958 fu posto un crocifisso che riproduceva fedelmente il Cristo in croce di Frà Francesco da Palermo del 1637.

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