SAN   QUIRICO

SAN QUIRICO


San Quirico ha origini etrusche, testimoniate dai rinvenimenti nella zona di Vignoni e Ripe d'Orcia, di urne cinerarie e altri oggetti dell'arredo funebre. In antichità il suo nome era "San Quirico in Osenno", conservato fino al 1600 e si riferiva sicuramente ad un corso d'acqua, oggi scomparso, che doveva trovarsi nelle vicinanze del paese. "Osenna" e "Orcia" sono toponimi etruschi che avrebbero il significato di "acqua"e "ruscello". La dedica a San Quirico ricorda il martirio del piccolo cristiano della Cilicia. Dall' XI secolo si incontra sempre più di frequente il nome di San Quirico in Osenno in documenti che testimoniano la crescente importanza del borgo, situata sulla Francigena e in posizioone mediana rispetto a Roma e a Firenze. Così la storia di San Quirico in Osenna si intreccia con la storia di quel tratto della via Francigena o Romea che vide il passaggio di figure importanti del mondo politico ed ecclesiastico europeo, come l'Arcivescovo di Canterbury Sigerico che tocca San Quirico nel 990, di ritorno da Roma. Nel 1154 ricordiamo le discese in Italia di Federico I che si diresse verso Roma per ricevere la Corona Imperiale. Il Pontefice Adriano IV attese che Federico I si avvicinasse e da Viterbo gli mando incontro tre Cardinali. L'Esercito Regio si trovava accampato a San Quirico e fu qui che i messi pontefici furona accolti dal futuro imperatore. Nel 1170 nelle terre di San Quirico avevano diritti i Signori di Tintinnano. Fu solo nel 1180 che i senesi estesero la loro giurisdizione su San Quirico, che poco tempo dopo divenne poi sede del Vicario Imperiale e la sua importanza crebbe sempre di più. Nel 1205 a San Quirico si tenne la Dieta della Lega Toscana per decidere sul comportamento che aveva nei confronti di Montepulciano che non voleva sottostare al dominio di Siena. Con Federico II, S. Quirico divenne Corte Regia e residenze di un Giudice castellano. Nel 1310 la giurisdizione politica di San Quirico comprendeva un vasto territorio: Vignoni, Ripa d'Orcia, Castiglion d'Orcia, Castelnuovo dell'Abate, Seggiana, Contignano, Fabbrica, Palazzo Massoini, Cacciaconti e Casana. Nel 1502 al passaggio delle truppe di Cesare Borgia il Castello fu quasi completamente devastato. Nel 1552 S. Quirico assisté impotente al passaggio delle truppe di Carlo V che fece del paese il centro per controllare e taglieggiare la Val d'Orcia. Caduta la Repubblica di Siena, S.Quirico passò nelle mani del Marchese di Merignano e poi sotto il dominio di Cosimo dei Medici, conservando esenzioni e privilegi che gli erano stati concessi da Siena. Eretta in feudo con il titolo di marchesato dal Gran Duca Cosimo III gli fu concesso, nel 1677, al Cardinale Flavio Chigi, nipote di Papa Alessandro VII.

STRUTTURA DEL PAESE: esempio fra i piu notevoli di stuttura urbanistica medievale, S.Quirico conserva, nelle presenze architettoniche, numerosi segni dell'antica importanza.
La parte più alta ( l'odierno poggio ), fortificata, era separata da quella più bassa e aperta, il borgo sorto intorno alla Pieve di San Mario, nonchè della Torre del Cassero. Una muraglia divideva le due zone, alla cui base scorreva forse originariamente il fiume Osenna. Nel 1254 si abbattè il muro, per realizzare costruzioni più adatte alla difesa del castello.
Nel 1262 si deliberò si deliberò la ristrutturazione della cinta muraria che comprendeva anche il borgo di S. Maria; così S. Quirico perse la sua esemplare struttura ellittica, per assumere la forma odierna. Nel 1291 fu deliberato dai senesi il passaggio attraverso la via Francigena, che contribuì molto per la crescita economica del paese; lo testimonia la presenza di numerose strutture, ospizi ed ospedali per il ricovero di pellegrini e viandanti.
Attualmente S. Quirico conserva buona parte della cinta muraria, mancante solamente della porzione nordorientale e di un tratto a sud. Sono visibili ancora in parte 14 torrette, alcune delle quali incorporate in altre strutture. Verso ponente le mura sono coronate da piccoli archetti in pietra.

MONUMENTI PRINCIPALI E VARIE OPERE D'ARTE

collegiata.jpg (31074 byte)LA COLLEGIATA: La chiesa, tipica struttura religiosa romanica, presenta all'esterno tre portali; il primo, per chi viene da Siena, è un bellissimo esempio di arte romanica, essendo costruito in pietra arenaria e travertino di Bagno Vignoni bagnovignoni2.jpg (105045 byte)e presentando all'interno del grande arco a tutto sesto molti motivi simboolico religiosi. E' un raro esempio di stile lombardo in Toscana ed è forse attribuibile ai "Maestri Comacini". L'altro portale è ancora di gusto romanico, seppure con qualche presenza gotica, ed è attribuito a Giovanni Pisano. Da un'incisione incisa sull'architrave apprendiamo che fu realizzato nel 1298. Lungo lo stesso lato della chiesa si trovano due profonde ed inquietanti bifore (proprio per il loro aspetto riescono ad incutere nell'osservatore una certa inquietudine). Il campanile è stato costruito alla fine del XVIII secolo, sostituendo il precedente a vela. All'interno il coro barocco fu costruito nel 1653, demolendo l'originale abside, forse poligonale o semicircolare. L'altare maggiore, in stile "roco cò", fu commissionato nel 1724 dal Cardinale Flavio Chigi ad artisti lombardi; dietro all'altare vi è il bellissimo dorsale del coro. L'organo del XVII secolo dopo il restauro ha rivelato una timbrica assai pregievole, valorizzata anche dalla perfetta acustica della chiesa. In un'area del transetto si trova lo splendido polittico di Sono di Pietro.
Palazzo Chigi: costruito nella seconda metà del secolo XVII per commissione del Cardinale Flavio Chigi, si erge a fianco della Collegiata. Vi lavorarono molti artisti del tempo, fra cui Domenico Paradisi e Paolo Albertini. Il Palazzo, per i molti danni subiti nell'ultima guerra, è rimasto leso nelle strutture esterne e nelle ampie sale ricche di affreschi.
Chiesa di S. Francesco: Si affaccia sulla piazza principale ed è comunemente chiamata "Chiesa della Madonna", che si dice costruita nel suo impianto originario ai tempi del Santo (1200 ca), ma appare come una struttura ibrida per i numerosi interventi subiti nel tempo. La chiesa reca all'esterno qualche elemento di gusto gotico e all'interno vi si possono ammirare la Madonna attribuita ad Andrea della Robbia, qui trasferita dalla chiesetta di Vitaleta, situata fra S. Quirico e Pienza. A fianco della chiesa di S. Francesco non esiste praticamente più traccia dell'antico convento francescano.
Horti Leonini: Realizzati intornoorti.jpg (49007 byte) al 1580 da Diomede Leoni, gli Horti Leonini sono un esempio di giardino all'italiana che si rifà allo stile michelangelico di interpretare lo spazio. Vi si accede dall'ingresso situato fra le mura castellane e la piazza principale del paese; il giardino si apre in una fuga prospettica esaltata dalle aiuole di bosso, perfettamente geometriche. Che fanno da fondale, poi, ci sono i folti lecci secolari, nella cui ombra ci si immerge attraverso la scala di travertino che porta al ripiano superiore. Lasciato il bosco inglese si raggiunge il piazzale verde su cui svettava l'antica torre medioevale. Nel piazzale inferiore, al centro, si trova la statua marmorea di Cosimo III de' Medici. Lungo la cinta muraria che circonda gli Horti sono leggibili varie inscrizioni latine di gusto umanistico.
Chiesa di S. Maria Assunta: Chiesetta romanica ad una sola navata, in cui la luce filtra appena attraverso le fenditure delle monofore disegnate nel travertino, presenta un semplice aspetto, ma sobrio e raffinato: interessante il tetto a capriate tipico dell'epoca.
L'Ospedale della Scala: Quasi di fronte alla chiesa di S. Maria vi era un ospedale per viandanti e pellegrini, appartenuto a quello di S. Maria della Scala di Siena. Edificato nel XIII secolo attualmente conserva un cortile al centro del quale si trova un pozzo cinquecentesco.Sempre nel cortile si affaccia una loggia di cui sopravvivono tre eleganti colonnette.
Giardino delle Rose: All'interno degli Horti Leonini, dopo aver percorso un viale contornato da alberi e aiuole, si arriva ad un portale e scesi alcuni scalini si può accedere al Giardino delle Rose; un tempo questo era caratterizzato proprio dalla presenza di folti cespugli di bellissime rose, che crescevano da prima selvatiche, mentre in seguito erano curate. Oggi questo piccolo spazio di luogo quasi "fiabesco" è stato ristrutturato e vi si possono ammirare aiuole ben curate con rose di ogni genere e colore. Attraverso una scalinata si può anche accedere ad una terrazza dalla quale si può ammirare una vista panoramica proprio sulle mura che circondano tutta la struttura.

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