
Ed allora entravano in cucina, con lei anche il Vecchio, il suonatore di fisarmonica, il porta-ova con il paniere e gli altri quattro o cinque protagonisti di una forma di spettacolo popolare le cui rappresentazioni corrispondevano alla settimana di mezza Quaresima ed interessavano fino a tutti gli anni '50 varie localiatà della Valdichiana ed in particolar modo le campagne di Montepulciano, Torrrita e Cortona. Oggi la tradizione del "Segalavecchia" è oggetto solo qualche sporadico e malinconico tentativo di ripristino o meglio di rievocazione. Si tratta della rappresentazione di una creazione popolare nata, si pensa, prima del Bruscèllo, sebbene a confronto di questo, meno appariscente e spettacolare, che veniva rappresentata nelle case, ed, in particolare, nelle vaste cucine delle case coloniche.
L' intreccio prevedeva alcune varianti e improvvisazioni rispetto ad uno schema sostanzialmente fisso: il Vecchio medita di uccidere la Vecchia, sua moglie per sposare una donna più giovane ed è in questo aiutato dal figlio, cui la Vecchia nega il permesso di sposarsi : "Ma senti tu quest' annemele, nun ha vent' anni e se vù maritere". Saranno "i segantini" a giustiziarla grottescamente "smezzandola" dopo la lettura di un testamento satirico: "Tu che sè la mia unneca figliola a te lascio il bucatin segreto e quella coda de baccalà che ancora ce magnete per un mese". Padre e figli, commossi, a questo punto si pentono e corrono a chiamare un medico che valendosi di improbabili strumenti, riesce a far tornare in vita la Vecchia: conclusione in allegria con ballo del trescone e consegna agli attori da parte della famiglia ospitante, di uova o altri generi alimentari (la forte tradizione religiosa faceva sì che durante la Quaresima non si tenessero feste o balli se non, appunto, nella settimana centrale e venivano detti la pentolaccia poiché vi veniva praticato tale noto gioco). Lo spettacolo durava una ventina di minuti e veniva ripetuto di podere in podere; durante gli spostamenti, effettuati sempre cantando, la gente usciva di casa e porgeva da bere alla compagnia.
Nella prima colonna riportiamo le strofe iniziali, nella centrale le finali, nella terza, infine, alcune varianti.
Disponendo del plug-in Realaudio (700 KB)
e cliccando sulle icone è possibile ascoltare alcuni "frammenti"
tratti dal repertorio della corale di Farneta.